Un ricorso per accertare con urgenza le condizioni di ineleggibilità di Virginia Raggi a seguito della sottoscrizione del contratto con l’associazione Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo e Davide Casaleggio, che “limita fortemente fino ad impedire l’autonomia nelle decisioni che Virginia Raggi dovrebbe assumere da eventuale sindaco di Roma”. Lo ha preparato l’avvocato Venerando Monello, presidente dell’European Lawyers Association, in qualità di “cittadino elettore”.
Nel ricorso, ex art. 700 del codice di procedura civile, al Tribunale Civile di Roma, R.G. n.37693/16, depositato oggi, si chiede di “escludere la candidata Virginia Raggi dalla partecipazione alle elezioni amministrative di Roma Capitale che si svolgeranno il 5 giugno 2016, a causa della firma del contratto che le lega a Beppe Grillo e alla Casaleggio e associati s.r.l”. “Il contratto firmato dalla Raggi – spiega l’avvocato in una nota – vìola gli artt. 3, 67 e 97 della Costituzione, l’art. 1 L. n. 17 del 1982 c.d. Spadolini, nonché degli artt. 3, 7, 23 del Regolamento del Consiglio Comunale di Roma Capitale. Il ricorso è dovuto alla necessità di porre rimedio ad un gravissimo vulnus al sistema democratico, operato con la sottoscrizione, da parte della candidata a sindaco Virginia Raggi, del Contratto. La finalità del Contratto non è solo quella di coordinare e gestire l’attività politica dei futuri amministratori eletti nelle liste del M5S, ma quella di coartare la volontà decisionale degli atti politici e amministrativi dei futuri eletti, attraverso l’imposizione di specifiche direttive in deroga al principio costituzionale di divieto di mandato imperativo, ottenute anche attraverso la concreta possibilità di azionare contro i futuri amministratori il pagamento di una sanzione pecuniaria, in caso di dissenso, di ‘almeno 150mila euro’. Si vuole realizzare un controllo personale e totale dell’amministrazione di Roma Capitale. L’eventuale rapporto sinergico che trae origine dal contratto è, per sua natura, intrinsecamente intimamente contra legem, in quanto si intenderebbero realizzare attività dirette ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi di amministrazioni pubbliche”.
Contro l’esposto arriva il commento della candidata del Movimento 5 Stelle affidato a twitter: “Leggo di questo ricorso presentato da un avvocato che ha detto di avere la tessera Pd. Sono ridicoli, non sanno più cosa inventarsi”.




