Salta l’accordo Pd-Leu: alla Regione Lazio inizia la rivoluzione centrista. Via liberi e Uguali; è ufficialmente fuori dalla maggioranza che governa il Lazio.
Come anticipato da Affaritliani.it, il braccio di ferro per l’assessorato, che grazie ad 80mila voti secondo il cencellino sarebbe dovuto a toccare a Leu, rientra nella piena disponibilità del presidente. All’unico eletto del partito di Pietro Grasso Nicola Zingaretti avrebbe sussurrato il nome di Claudio Di Berardino, ex sindacalista della Cigl di Roma e Lazio, come assessore, con il risultato invece di far saltare la maggiornaza. Da questo momento, se Zingaretti vuole governare, non può più contare sulla “stampellina” di Liberi e Uguali. La giunta a trazione Pd-renziano se vuole sopravvivere in consiglio deve puntare su tutti tranne che sulla sinistra storica.
Al debutto ufficiale della coalizione di governo di centrosinistra, Leu annuncia quindi l’addio alla giunta firmata Zingaretti bis: “Liberi e Uguali Lazio ritiene che non ci siano le condizioni politiche per la partecipazione alla giunta regionale – annunciano i coordinatori di LeU Lazio, Angelo Fredda e Piero Latino, sottolineando di aver “consegnato ieri mattina al Presidente Zingaretti la proposta unitaria di LeU per l’individuazione della figura che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di assessore nella Giunta Regionale. Una ristrettissima rosa di nomi espressione del pluralismo del movimento”. “Il patto politico e programmatico, che gli ha consentito di essere riconfermato Presidente della Regione – prosegue la nota – Zingaretti lo ha firmato con le forze che oggi costituiscono LeU e a queste doveva una risposta. È per questa ragione che al presidente abbiamo detto con chiarezza che al di fuori di quella rosa di nomi LeU non sarebbe stata rappresentata”. La decisioine di LeU arriva dopo aver “preso atto della mancata risposta di Zingaretti alla nostra proposta“.
