Mossa elettorale o sfogo accorato? Fatto sta che Matteo Renzi, divenuto romano, si lascia andare ad un’analisi da vero innamorato della Capitale. Ai microfoni di un’emittente televisiva locale, parla quasi da sindaco e proprio su Ignazio Marino e sulla sua eventuale presenza al comizione finale pre-Europee, dà nuovo vigore al giallo sulla presenza del primo cittadino sul palco.
IL PREMIER STREGATO. Io da qualche mese vivo a Roma e ne scopro ogni giorno lati di bellezza straordinari”.
LA CRISI DEI SERVIZI – I RIFIUTI. “Tutte le città, a partire da Roma, nei settori come acqua, depurazione, rifiuti, devono fare un salto di qualità, altrimenti rischiano la procedura d’infrazione non dall’Europa, ma direttamente dai cittadini”.
LA CRISI DEI SERVIZI – IL BUCO DELLE MUNICIPALIZZATE. “A Roma Acea ha fatto un certo lavoro, altre società sono diverse a seconda dei settori; l’importante è non fornire alibi ai Comuni”.
LA CRISI DEI SERVIZI – LE PRIVATIZZAZIONI. “Il servizio è pubblico, poi che erogarlo sia un’azienda pubblica o una privata è indifferente, l’importante è che sia gestito bene. Compito del servizio pubblico, con i comuni e le regioni, ad esempio è decidere le linee e le tariffe, fare le gare per gli operatori poi abbiamo esempi di aziende private che hanno lavorato male e di aziende pubbliche che l’hanno fatto bene. Io a Firenze ad esempio ho rivatizzato, sono andato alle assemblee dei lavoratoeri Ataf a prendermi gli insulti, ma abbiamo rimesso a posto il settore ed è bello per me vedere i mio successore che può goderne i risultati”.
IL GIALLO DI MARINO SUL PALCO. “Sono cose che interessano solo agli addetti ai lavori, io non so nemmeno come sarà organizzato. A me interessa lavorare per i cittadini mentre altri insultano noi stiamo governando. Poi so che gli addetti ai lavori guardano a queste cose, chi sta sul palco, chi sta sotto…. Ma l’importante è che il Pd abbia avuto il coraggio di tornarci in piazza, e farlo a Roma, a piazza del Popolo, è particolarmente significativo”.
IL DEBITO CAPITALE. “I rapporti tra il Governo e Roma Capitale non possono che essere di collaborazione. È chiaro che governarla non è semplice, ma se Roma è disposta a fare la sua parte il Governo non farà mancare il suo aiuto. L’importante è che ci siano obiettivi chiari, i cittadini non perdonerebbero che si continuasse a perdere tempo in discussioni”.



