Gli abusi nella scuola materna di Olga Rovere di Rignano Flaminio sono effettivamente avvenuti. Ne è convinto il capo della Procura di Tivoli, Luigi De Ficchy, che ha presentato appello contro la sentenza che il 28 maggio 2012 ha assolto con formula piena tutti e cinque gli imputati “perché il fatto non sussiste”.
Violenza sessuale di gruppo su minori, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace. Erano questi i reati contestati alle maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio, al marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello, e alla bidella Cristina Lunerti. Per loro il pm aveva richiesto 12 anni di carcere a testa. Ma il collegio, presieduto da Mario Fringenti, dopo oltre 9 ore di camera di consiglio li ha assolti tutto perché il fatto contestato “non sussiste”.
Una sentenza che aveva lasciato “l’amaro in bocca”, come avevano detto gli avvocati di parte civile, Luca Milani e Antonio Cardamone, e aveva causato numerose proteste. I bambini ad aver subito violenza sessuale, infatti, sono 21 in tutto e “un punto fermo era l’incidente probatorio che aveva riconosciuto la sussistenza degli abusi”. Da qui il risentimento rispetto ala decisione di assolvere con la più ampia formula i tre imputati.
Un ricorso annunciato, perciò, quello in appello. Nell’atto di circa duecento pagine il magistrato afferma che almeno quindici piccoli allievi della scuola in provincia di Roma hanno subito violenze nell’anno scolastico 2005-2006. Per i cinque imputati, dunque, ricomincia il processo: è tutto da rifare.







