Vincono i Rolling Stones, perde Roma. E accanto alla musica stravince l’italica incompetenza nel saper vendere l’unico vero e indiscusso patrimonio: il turismo. Volete affittare l’Arena di Verona? Per una sera costa 50 mila euro; se poi volete piazza San Marco a Venezia di euro ce ne vogliono centomila. All’estero è tutt’altra musica: lo stade de France a Parigi costa, sempre per una notte, 90 mila euro, mentre per risparmiare basta andare a Londra e noleggiare Hyde Park per 300 mila euro.
A Roma il Circo Massimo, location unica, con quinte naturali che rimandano alla storia millenaria dell’Urbe e della civiltà occidentale, costa più o meno 8 mila euro: meno di una Panda. Anche se poi al Circo, di passeggeri ce ne stanno comodamente 70 mila
Alla fine l’affare l’hanno fatto i Rolling che hanno speso 14 mila euro per una notte d’albergo e poco più della metà per noleggiare la storia. E ai voglia il sindaco Marino a calcolare i benefici della città e a sparare migliaia di migliaia di euro di indotto (25 milioni) per il pubblico: oltre la birra (in orario vietato dalle ordinaze antomovida) al Circo Massimo s’è consumata una notte di musica storia e “una sola auto incendiata”. Il resto è ira dei residenti, traffico caos per due giorni. Ma d’estate ci sta pure. D’altronde se non è la banda della linguaccia rossa è qualcos’altro, ragion per cui meglio una notte di musica che un’estate romana che fa rigirare nella tomba l’architetto Nicolini.
Il giorno dopo resta un’auto bruciata da chissà chi, il Circo Massimo restituito ai romani e una notte di polemiche.

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Non si placano le polemiche per l’affitto ridicolo della location del maxiconcerto: meno di 8 mila euro per un evento da 70 mila persone. Il confronto con prezzi delle piazze europee umilia la città eterna







