Ci troviamo difronte a vicende criminali, di guerriglia, non di stadio”. Così Diego Parente, capo della Digos di Roma, sui disordini scoppiati domenica a margine del derby capitolino. Lo stesso dirigente, ha poi riferito circa gli arresti e i sequestri di armi improprie operati dagli agenti, specificando che durante gli scontri, avvenuto prevalentemente nella zona di Ponte Milvio, c’è stata una sorta di “volontà premeditata di attaccare le forze dell’ordine”.
E’ di tre persone – Andrea Franceschelli, Daniel Donato Colapinto e Iacopo Cacoccia – il primo bilancio degli arresti. Franceschelli, tifoso romanista incesurato, proprietario della fiat 600 all’interno della quale sono state rinvenute sei bottiglie molotv, bastoni e materiale da “guerriglia”, è attualmente in carcere in attesa di convalida davanti al gip. Per lui, l’accusa è anche quella di porto di armi da guerra, in relazione alle bottiglie incendiarie.
Colapinto e Cacoccia, tifosi laziali, sono stati invece fermati perché trovati in possesso di petardi e fumogeni, e sono stati portati davanti al giudice di piazzale Clodio per la convalida dell’arresto. Stando agli inquirenti, il solo Colapinto, considerato vicino ad ambienti dell’estrema sinistra romana, era già stato arrestato nel 2009 per scontri di piazza e resistenza a pubblico ufficiale. La polizia, sta lavorando per risalire all’identità di altri soggetti, notati e ripresi dalle telecamere mentre “sorvegliavano” l’automobile nella quale è stato poi trovata la maggior parte del materiale sequestrato.
Una ventina di manici di piccone, un coltello, decinde di petardi ad alto potenziale, tre bombe carta, sei bottiglie molotov e un ordigno confezionato con 50 grammi di polvere nera e una manciata di chiodi. È l’arsenale sequestrato ieri dagli uomini della digos, fuori dallo stadio Olimpico, durante e dopo il derby capitolino. “Il 95% del materiale è stato rinvenuto all’interno della Fiat 600, parcheggiata nei pressi del bar River e sorvegliata militarmente da alcuni tifosi della Roma”, ha spiegato il capo della Digos capitolina. La bomba carta alla quale erano stati applicati dei chiodi con del nastro adesivo è stata invece raccolta in strada. L’ordigno, sebbene acceso, è rimasto fortunatamente inesploso. “Si tratta di materiale che serve per fare guerriglia”, hanno spiegato gli inquirenti.
