Ventiquattrore di tempo per salvare il bilancio e la poltrona. Questo almeno è quello che potrebbe succedere al sindaco Ignazio Marino qualora il decreto “SalvaRoma”, quello che attribuisce alla Capitale la possibilità di spalmare il debito accumulato, finisse per saltare.
Ma amcora una volta sulla Capitale cala l’ira della Lega Nord e del segretario Matteo Salvini che usa parole di fuoco, arrivando a minacciare il Premier Matteo Renzi, qualora il provvedimento che mette in sicurezza il bilancio romano, dovesse essere reiterato sotto forma di disegno di legge. Scrive il leader leghista sul sociale Fb: “Entro giovedì il Parlamento deve riuscire ad approvare il Salva Roma, altrimenti il Decreto scade e alla Capitale non arriverà una lira. Il debito netto accumulato dal Comune di Roma sarebbe di 8,5 miliardi di euro, una cifra pazzesca. Chi paga? In parte i cittadini romani, vittime dei loro politici. E in parte tutti gli italiani, in particolare i Padani che vivono nei Comuni virtuosi che non possono spendere i loro soldi risparmiati. La Lega fino a giovedì farà opposizione totale”.
Conclusioneche suona come una minaccia muscolare: “Ma se questa nuova porcheria passasse, prendo il treno e vengo a Roma, a prendere a calci nel sedere Renzi”.

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LA POLEMICA. Ultime ore per il decreto che permette alla Capitale di rimodulare la voragine. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini denuncia: “Il debito netto sarebbe di 8,5 miliardi di euro, una cifra pazzesca. Se passasse, prendo il treno e vengo a Roma…”

