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Sequestrata l’opera d’arte abusiva. E il Codancons denuncia il Comune

Sequestrata l’opera d’arte abusiva. E il Codancons denuncia il Comune
monolite circo massimo
IL CASO. Rimosso il “monolite” dopo il tweet della sottosegretario Borletti Buitoni che ha scatenato la bufera. L’assessore alla Cultura, Flavia Barca, ha disposto il sequestro dell’installazione montata al Circo Massimo e ignorata per due mesi da vigili e Sovrintendenza. I consumatori spediscono le carte in Procura con un esposto che paventa “omissioni di atti d’ufficio, omesso controllo e vigilanza e violazione del Codice dei beni culturali”. LA GALLERY
Sequestrata l’opera d’arte abusiva. E il Codancons denuncia il Comune

Rimosso il “monolite” dal belvedere del Circo Massimo, ma non si place la bufera. L’opera d’arte è stata esposta per due mesi senza alcuna autorizzazione e ora il Comune rischia l’incriminazione per “omissioni di atti d’ufficio, omesso controllo e vigilanza e violazione del Codice dei beni culturali”. A fare lo sgambetto è il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica.
Inutile la corsa ai ripari tentata dal Comune di Roma che dopo la figuraccia planetaria con l’assessore alla Cultura, Flavia Barca, che aveva disposto il sequestro dell’opera: “E’ prevista, ovviamente, una multa fosse solo per i costi che l’amministrazione dovrà sostenere per la rimozione. Ora mi occuperò di contattare l’artista e di incontrarlo per capire da cosa nasce questa idea”, ha concluso Barca.
Ma i problemi non finiranno col sequestro. Scrive il coordinamento dei consumatori: “Non solo siamo di fronte ad un evidente abuso, del quale il Comune deve assumersi la piena responsabilità sul fronte della evidente omissione di controlli e vigilanza, ma la vicenda porta alla luce anche un grave paradosso che sottolinea le carenze nella tutela dei beni culturali della capitale – afferma in una nota il Presidente Carlo Rienzi – di recente, infatti, è stata presentata alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma una iniziativa culturale (denominata ‘Vadis al Maximo’) volta proprio a valorizzare il Circo Massimo e realizzare un evento di particolare interesse per la città e per i turisti, attraverso la rievocazione storica dell’Impero Romano, con il ripristino della Corsa delle Quadrighe. Ebbene, un simile evento, chiara manifestazione e forma di espressione del patrimonio storico e artistico della nostra civiltà, è stato ingiustificatamente ritenuto dalla Soprintendenza incompatibile con la natura dei luoghi”
“Un comportamento assolutamente schizofrenico – prosegue Rienzi – perché da una parte si tollerano installazioni abusive di dimensioni abnormi al Circo Massimo, senza accorgersi di nulla per mesi, e dall’altra la Soprintendenza impedisce senza alcuna valida motivazione eventi tesi a valorizzare la stessa area”.