Nel corso di un’operazione della Guardia Costiera a Guidonia volta al contrasto del commercio di specie ittiche protette, che ha portato al sequestro di 2 kg di datteri di mare e 10 kg di “bianchetto” (novellame di sardina). Il controllo è scattato intorno all’una, in prossimità dell’innesto autostradale della Roma-L’Aquila all’altezza di Roma Est. Due pattuglie di militari del Comando di Fiumicino hanno intercettato un camion frigo, proveniente dalla Campania, con una sola persona a bordo. L’ispezione del carico ha consentito di rinvenire, celate tra le altre specie ittiche trasportate, quelle fuori norma, destinate alla ristorazione romana.
La raccolta del dattero di mare mediante estrazione dalla roccia, comporta danni al fondale e all’ecosistema marino, motivo per cui ne è fatto divieto di pesca, commercio, consumo ed anche semplice detenzione. Il conducente del veicolo è stato quindi deferito all’Autorità Giudiziaria di competenza. Del novellame di sardina, invece, è stata contestata la pesca in zona in periodo vietato ed elevata una multa di 4mila euro.
Quasi in contemporane gli uomini Corpo forestale dello Stato del Comando Regionale Puglia e del Comando Provinciale di Roma, a seguito di un’indagine avviata per la sicurezza e la tutela dei prodotti agroalimentari in una azienda di Roma che commercializzava uova all’ingrosso e al dettaglio, hanno denunciato due persone e sottoposto a sequestro penale circa 20.000 uova.
Il provvedimento si è reso necessario poiché i Forestali durante il controllo hanno verificato che l’azienda di Roma, in concorso con un’azienda avicola della provincia di Barletta-Andria-Trani, avrebbe commercializzato uova provenienti dalla Romania dichiarate come uova di Roma ed etichettate con l’immagini che richiamavano celebri monumenti romani. Inoltre le stesse riportavano una data di scadenza superiore a quella che risultava dalla documentazione di acquisto in Romania. Tale condotta fraudolenta è stata scoperta dopo una complessa indagine condotta dai Forestali di Bari, che negli ultimi mesi hanno sottoposto a controllo numerose aziende avicole nel territorio della regione Puglia e hanno messo in evidenza il commercio in Italia di uova di provenienza Polonia, Spagna e Romania. Nel caso in esame le uova provenienti dalla Romania, confezionate e imballate da un’azienda avicola della provincia di Barletta-Andria-Trani, con il concorso della ditta romana, venivano vendute in tutta la regione Lazio come uova di Roma. Sono state elevate sanzioni amministrative per 1.500 euro, per la totale assenza di un sistema di tracciabilità per parte delle uova presenti. Sulle stesse uova non era presente alcuna indicazione sul giorno di produzione e di provenienza.
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FRODI ALIMENTARI. Doppia operazione di Guardia Costiera e Forestale. Prima pesce vietato al mercato di Guidonia, poi un caricolo ovicolo con marchio del colosseo e produzione nell’Est Europa
