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Vigili, linea dura del governo: l’Inps eseguirà i controlli medici

LA RIVOLTA. Nella notte di Capodanno su 1100 previsti nei turni solo 470 sono scesi in strada. E i macchinisti del metrò hanno disertato il servizio: al lavoro solo in 7 su 24. Il Comandante Clemente chiede ai Gruppi i turni per spedirli in Procura, mentre i sindacati accusano il Comando di aver utilizzato impropriamente il sistema di messaggini per la reperibilità. Con elenchi che contenevano trasferiti, deceduti e pensionati

Picco di influenza, gelo artico, una sana dose di scarsa voglia di uscire di casa e una tensione che da mesi attraversa due categorie: i vigili urbani e i macchinisti della metropolitana.
Dopo l’ammutinamento di Capodanno, con due pezzi importanti dei servizi cittadini che hanno “marcato visita” esplode la battaglia con minacce di ricorso alla magistratura.

Cgil, sindaco ci ascolti, pronti a mobilitazione – Il sindacato reagira’ dd un’amministrazione dai “comportamenti dispotici” per difendere i lavoratori “esasperati e umiliati” e favorire la riorganizzazione del corpo della polizia municipale romana. Lo afferma il segretario generale della Fp Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, che annuncia per gennaio “un percorso di mobilitazione” con le altre organizzazioni sindacali “con tempi rapidi e azioni definite” di lavoratori e lavoratrici dei diversi settori di Roma Capitale. Di Cola chiede che si faccia chiarezza su quanto accaduto a capodanno e “si ricerchino le responsabilita’ a 360 gradi”, prendendo “provvedimenti su eventuali abusi” ma chiede anche al sindaco Ignazio Marino di mantenere gli impegni presi a di dare le risposte che i lavoratori attendono da tempo.

Secondo il sindacalista non serve alla citta’ alimentare “questo clima da caccia alle streghe”; “Non vorremmo – sottolinea – che tanto clamore servisse a tenere in secondo piano, ancora una volta, i veri problemi che vive il corpo della polizia municipale e la macchina capitolina nel suo complesso”. “E’ troppo – si domanda – aspettarsi dal sindaco una riflessione sul perche’ i suoi 24000 dipendenti sono cosi esasperati, si sentono continuamente umiliati dagli atteggiamenti e dalle scelte della Giunta? Il sindaco dovrebbe ammettere che questo e’ solo lo spiacevole epilogo di un anno di mobilitazioni che non hanno precedenti e a cui lui non ha saputo dare risposte”. “Dispiace – prosegue Di Cola – sentire le parole del sindaco Ignazio Marino che anche oggi, utilizzando gli spiacevoli fatti di capodanno, racconta bugie ai cittadini sulle scelte fatte in materia di personale. Troppi gli impegni presi e non mantenuti da questa amministrazione. Dove sono i progetti sulla citta’ a misura di bambino, la riorganizzazione e il rilancio del corpo dei vigili, il coinvolgimento dei sindacati e dei lavoratori nella lotta alla corruzione e agli sprechi in tutta l’amministrazione? Dov’e’ l’investimento sulle professionalita’?”.

“Si eviti almeno – aggiunge – di definire rivoluzionario un contratto unilaterale che serve solo a fare cassa che impoverisce i lavoratori, che non migliora, con nostro rammarico, i servizi e non premia il lavoro di qualita’. L’8 gennaio, alla ripresa delle trattative, presenteremo nuovamente le nostre proposte. Ci piacerebbe, per rispetto a lavoratori e sindacati, che il Sindaco si confrontasse con queste proposte, che ha definito molto avanzate. Solo l’intelligenza di tutti nelle prossime ore potra’ farci ripercorrere una strada condivisa. Noi siamo ancora disponibili. Al tempo stesso non abbiamo dubbi sul percorso da intraprendere, se non registreremo disponibilita’ al dialogo da parte dell’amministrazione. Non lasceremo soli i dipendenti capitolini”

Marino non esclude licenziamenti – “All’inizio del mio mandato abbiamo deciso di riscrivere il contratto dei dipendenti del Comune e, quindi, anche dei vigili urbani in modo che chi lavora di piu’ e migliora la qualita’ del servizio cittadino guadagna di piu’ e chi lavora di meno guadagna di meno. Questa parola d’ordine probabilmente non e’ piaciuta ad alcuni mentre e’ piaciuta ad altri, visto che quando il comandante ha chiamato per la reperibilita’ molti vigili sono andati al lavoro”. Ai microfoni di SkyTg24 il sindaco di Roma, Ignazio Marino, da’ la sua chiave di lettura della ‘protesta’ dei vigili della capitale a san Silvestro.

“Durante i cinque anni precedenti – ricorda Marino – era stato segnalato dal ministero dell’Economia che l’indennita’ accessoria, cioe’ una voce del salario, era stata erogata dalla giunta Alemanno in modo illegittimo e noi vogliamo che gli stipendi, soprattutto quelli piu’ bassi, vengano protetti ma vengano erogati in maniera legittima”. “Io penso – ribadisce il sindaco – che chi lavora di piu’ e meglio debba essere premiato, anche economicamente, sono contrario che chi lavora molto e chi lavora poco vengano pagati allo stesso modo. E’ evidente che un cambiamento rispetto a un clima dove vincevano i favori, i privilegi, le amicizie, questo tipo di cambiamento e’ faticoso ma noi lo stiamo portando avanti con grande determinazione”.

“Molti vigili sono attenti alle esigenze dei cittadini” mentre “altri, l’abbiamo visto la notte del 31 dicembre, non hanno assolutamente a cuore il bene della citta’”.

“Sono 6.200 – ricorda il primo cittadino della capitale – e il loro numero assoluto e’ effettivamente basso per una citta’ come Roma: abbiamo avviato da tempo un concorso che purtroppo, durante l’amministrazione Alemanno, venne fermato e che adesso, con una nuova commissione, andra’ avanti, ma qui non si parla solo di numeri ma della qualita’ del lavoro e della dedizione alla citta’”. Per quei vigili che dovessero aver esibito certificati falsi per giustificare la loro assenza, Marino vorrebbe “la sanzione piu’ severa che la legge consente, questo non lo decide il sindaco ma le leggi”.

Statali, Treu: Inps pronto a controlli medici su statali – L’Inps “puo’ attrezzarsi ad effettuare i controlli” sui dipendenti publici che si assentano dal lavoro per malattia. Lo dice al’Agi il commissario dell’Istituto, Tiziano Treu, riferendosi all’ipotesi secondo cui all’Istituto potrebbe essere affidato l’incarico di garantire i controlli sui dipendenti pubblici che si assentano dal lavoro per malattia. “Non ho ancora avuto modo di verificare in modo specifico perche’ la notizia e’ arrivata anche a me da poco – dice Treu contattato telefonicamente – ma considerato che lo facciamo per i privati possiamo attrezzarci e farlo anche per i lavoratori del pubblico. Dovremmo farcela”. Quanto alla spesa che sarebbe necessaria per svolgere la funzione di conrollo, Treu ha ribadito che “va verificata”.

Linea dura del governo – Il governo modificherà le norme del lavoro nel pubblico impiego, come già previsto dalla legge delega Madia che riprenderà il suo iter a febbraio. Il piano passerà attraverso un emendamento dell’esecutivo che potenzierà i controlli sui certificati medici del settore pubblico affidandoli all’Inps (oggi ci pensano le Asl). Allo stesso tempo ogni singola amministrazione dovrà dotarsi di Commissioni ad hoc per valutare il comportamento dei dipendenti e decidere sull’eventuale licenziamento evitando così possibili personalizzazioni – abusi e ripicche per esempio – da parte dei dirigenti. Nel lavoro pubblico il licenziamento per scarso rendimento diventi più facile: in teoria già oggi è possibile praticarlo, ma le regole fissate sono rimaste sulla carta. Il nuovo corso era stato annunciato da Renzi nella conferenza stampa di fine anno (“i fannulloni del settore pubblico vanno puniti”, aveva detto), ma i fatti di cronaca hanno accelerato l’intenzione. Ora il governo pensa ad un emendamento da presentare alla legge Madia che da un lato potenzi le norme già previste dalla legge Brunetta e dall’altro intervenga radicalmente sui controlli dei certificati medici.

Che cosa è accaduto durante la notte di San Silvestro

Dopo aver annunciato la rinuncia allo straordinario e dopo che il Prefetto aveva aevitato il ricorso al precettamento, i vigili urbani hanno di fatto disertato i turni: l’83,5 per cento dei “pizzardoni” in turno ha spedito il certificato medico. Risultato: con 600 mila persone al concertone e il resto della città in piena attività, a ronte di 1100 agenti previsti in servizio, ne sono andati in strada 470 e distribuiti su due turni. Praticamente una goccia nel mare. E non è andata meglio con i macchinisti dell’Atac che si sono presentati al lavoro in 7 invece dei 24 previsti sulle due linee. E qui il danno è stato più evidente con l’impossibilità di garantire la frequenza dei teni e un servizio ai limiti della sicurezza per le lunghe attese alle banchine.

Il giorno dopo il caos di Capodanno Roma Capitale passa al contrattacco. Controlli serrati sui certificati per tutti e richiesta da parte del Comando di Vigili di avrerel’elenco completo degli assenti da spedire a piazzale Clodio. Per tutta risposta le organizzazioni sindacali degli agenti minaccinto di denunciare il comandate Raffaele Clemente per abuso d’ufficio e danno erariale per aver utilizzato il sistema di sms previsto dai protocolli, in caso di emergenza e che definisce le modalità con cui viene gestita la reperibilità. Anche in questo caso è stato un vero pasticcio perché è vero che sono partiti in un solo colpo 6000 messaggini ma gli elenchi del Campidoglio contenevano anche agenti in pensione, defunti oppure trasferiti.
MOrale una prova di forza tra gli agenti e il nuovo comandante che ha diposto la rotazione tra i servizi come norma anticorruzione e il lento ma inseroabile degradio del Corpo. Chi paga il prezzo più alto sono i cittadini.

E sulla vi cenda è intevenuto anche il premier Matteo Renzi: “Leggo di 83 vigili su 100 a Roma che non lavorano “per malattia” il 31dic. Ecco perché nel 2015 cambiamo regole pubblico impiego. #Buon2015″.

Dopo Matteo Renzi, anche il ministro della P.A. Marianna Madia interviene sul caso dei vigili urbani capitolini,l’83,5% dei quali assente la notte di capodanno dal lavoro. “#Roma#vigiliassenti – scrive Madia in un tweet – ispettorato ministeroFunzione Pubblica subito attivato per accertamenti violazioni esollecito azioni disciplinari”.

La replica di Salatto: “Il ministro Madia, invece di minacciare provvedimenti nei confronti della singolare forma di protesta messa in atto dai vigili urbani di Roma Capitale, si faccia carico di una categoria che è al servizio della città  con enormi sacrifici economici e di salute ed è assolutamente ignorata per non dire contrastata dall’attuale sindaco Marino e dalla sua Giunta”. Lo dichiara in una nota Potito Salatto, vicepresidente nazionale dei Popolari per l’Italia. “Agendo così – aggiunge Salatto – la Madia farebbe qualcosa di più utile per i vigili stessi e per i cittadini romani. La politica repressiva non ha mai portato nulla di buono, soprattutto per chi la mette in atto”.