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Solo la nebbia mette paura. Traffico, i romani si ammalano

INDAGINE choc sulle patologie generate dalle code. Nella hit il mal di testa, poi aumento dei battiti cardiaci e mani sudate, sino alla nausea da guida. A sorpresa la doppia fila e la battaglia sistematica per trovare parcheggio e gli oggetti che volano dai finestrini sono considerati “fastidi”. Così come le gimkane delle moto e i clacson impazziti. E di fronte ai tir si sfiora il panico. I consigli seri e quelli surreali. LA GALLERY 

di Fabio Carosi

Neanche il caro benzina e la crisi economica possono salvare i romani da una “sana” e consapevole vita sotto stress da guida. Quasi uno su due vive il tragitto casa-lavoro come una condanna e se va bene i “punti stress” si trasformano in irritazione.
Insomma guidare nella Capitale del traffico provoca mal di testa ed emicranie, se va bene almeno a due automobilisti su 10, mentre il 13 per cento ha addirittura un aumento del battito cardiaco e la causa non è certo l’adrenalina da velocità visto che Roma non è la California e da noi si viaggia più o meno con una media di 14 chilometri nelle ore di punta. Nella hit parade dei disturbi fisici c’è spazio anche per le classiche “mani sudate” che di certo non sono da attribuire all’energia con la quale si stringe il volante nelle curve paraboliche delle consolari, e, infine c’è anche un due per cento soffre di nausea da guida. Va da sé che tutte le sintomatologie spariscono nel momento magico in cui si trova il posteggio e si scende dalla scatola di lamiera.
L’indagine che mette in ordine e classifica le sensazioni negative chi di è costretto a passare un terzo della giornata prigioniero in auto, è stata realizzata dalla compagnia di assicurazioni Direct Line che si è premurata di affidare al proprio Centro Studi un monitoraggio sulla nevrosi dei romani, ben temprati nella lotta quotidiana ma – come rivela l’indagine – quasi smarriti di fronte ad eventi come la nebbia, i temporali estivi, la grandine, i tir e le strade buie. Insomma pur vivendo una realtà ai liti della sopravvivenza, proiettati nelle condizioni stradali da “profondo nord” si trasformano in neo patentati.

Ma “quando il gioco si fa duro” dalla patologia si passa ai fastidi. Già, perché la freccia non usata, il parcheggio in doppia fila, gli oggetti lanciati dai finestrini, le moto che saltano da una corsia all’altra, i clacson e persino il parcheggio rubato da un “collega di giungla” secondo Direct Line, invece di scatenare ira, rabbia e paura si trasformano in “fastidio”. Dunque se c’è la nebbia si viaggia verso il panico mentre se si lotta specchietto contro specchietto, l’abitudine attenua i toni degli effetti. Dunque, l’allenamento alla “guerriglia d’asfalto” genera un’abitudine e un abbassamento della “percezione dolorosa”.

comportamenti auto fastidiosi


Chi vuole può divertirsi a leggere la tabella che mette in ordine di “fastidio” le scorrettezze quotidiane. E se qualcuno cerca la cura, Direct Line consiglia di distrarsi magari “pensando alle persone amate”, oppure cancellare dai canali memorizzati il tormentone delle trasmissioni calcistiche e inserendo musica rilassante. L’ultimo consiglio è da manuale yoga: “Profumare l’abitacolo con gocce di olio aromatico e nei casi più critici metterne alcune gocce direttamente su un fazzoletto e tenerlo vicino al naso”. Magari non avrà un effetto antistress ma almeno ci sarà meno puzza in auto.