Un’indagine medica di routine ch eper molte donne segna o un sospiro di sollievo o l’inizio di una brutta avventura. E’ considerata poco invasiva e non richiede l’anestesia, ma si può morire con il cosiddetto “ago aspirato del nodulo mammario”.
Accade a Roma, dove la vittima di un esame semplice e di routine è stata una donna di 43 anni. E accade due giorni dopo che il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha firmato un decreto con il quale è stata definita una nuova rete di oncologia per prevenire e curare il tumore alla mammella, per “superare le attuali criticità costituite da carenza di coordinamento, frammentazione dei centri, duplicazioni, lunghi tempi di attesa”.
Così la Regione, prima che la notizia filtrasse, ha deciso di renderla pubblica, annunciando anche la richiesta di ” una relazione dettagliata” Secondo la nota della Regione, iIl decesso sarebbe avvenuto dopo aver effettuato l’esame medico di ago aspirato per verificare l’esatta natura di una patologia senologica.
