Neppure il tempo dell’ultimo saluto a Livorno, città natale dell’ex rabbino capo della comunità ebraica di Roma, e a due passi dal Colosseo è spuntato l’ingiurioso “saluto” di Militia, il gruppo antisemita che fa ripiombare la città eterna indietro di 70 anni. Nel giorno dei funerali di Elio Toaff una scritta è comparsa su un muro in via del Colosseo: “Toaff balleremo sulla tua tomba” firmato Militia.
La fotonotizia postata su twitter dal portavoce della comunità ebraica di Roma, Fabio Perugia, con un commento amaro “Certo che quelli di Militia hanno una nocciolina al posto del cervello”. Uno sfregio in ricordo di un uomo che fece del dialogo la sua prima bandiera.
Lo stesso presidente delle Repubblica Mattarella aveva ricordato nel giorno della sua scomparsa il grave ritorno dell’antisemitismo: “I tempi che viviamo – osserva – segnano una grave recrudescenza dell’antisemitismo che non va sottovalutata. Anche per questo va ribadito con forza il rifiuto a ogni discriminazione, sancito dalla nostra Costituzione. Confido che sarei molto lieto – concludeva Sergio Mattarella – dell’intitolazione di una via della Capitale a Elio Toaff, grande italiano”.
Per 50 anni è stato la massima autorità religiosa degli ebrei romani, figura di primo piano dell’ebraismo italiano ma anche della vita sociale della nazione. Toaff ha lasciato la sua carica l’8 ottobre del 2001 a 86 anni: fu lui stesso ad annunciarlo quel giorno al termine delle preghiere in Sinagoga.
Toaff ha inciso nel profondo il dialogo tra ebrei e cristiani fin dai tempi della sua vicinanza con Giovanni XXIII e poi con Giovanni Paolo II, quando vestito con i paramenti bianchi della tradizione accolse nella Sinagoga di Roma il 13 aprile del 1986 la prima volta di un pontefice in un Tempio ebraico.
“Ancora una volta gli ebrei romani sono fatti oggetto da parte di gruppi nazifascisti di insulti e offese indicibi” ha commentato Aurelio Mancuso presidente Equality Italia. “Oltre a esprimere la nostra ferma condanna, nella speranza che finalmente siano individuati i responsabili che si sono firmati ‘Militia’, evidenziamo quanto siano in aumento episodi di attacco alla comunità ebraica romana. Purtroppo – continua Mancuso – si tratta di un rigurgito antisemita trasversale, che non è sufficiente condannare, ma di cui bisogna cominciare ad assumersi la responsabilità. A pochi giorni dal 25 aprile, auspichiamo che chi continua da una parte a imbrattare i muri della capitale e dall’altra a imporre visioni anti storiche, sia finalmente isolato”.
In giornata gli addetti di Ama e Pics, che lavorano ogni giorno al decoro della città, sono prontamente intervenuti per rimuoverle.

