Fermi o quasi. La paralisi annunciata si trasforma nel mercoledì nero. La metro A singhiozza con corse limitate, gli irriducibili della linea B hanno incrociato le braccia con una puntualità svizzera, così come i colleghi in servizio sulla Roma-Viterbo e la Roma-Lido. Rimane in servizio giusto la linea Termini-Giardinetti ma non è certo che arrivi aperta alla fine della prima frazione di sciopero.
Con i mezzi pubblici a singhiozzo e il divieto di circolazione per le auto più inquinanti, lo spettro delle targhe alterne si avvicina sempre di più: la decisione dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per consentire ai romani di abituarsi al cocktail micidiale: aria avvelenata + sciopero dei mezzi e organizzarsi per un giovedì da pedoni.
Sul fronte del traffico la sintesi del caos che regna in città la regala il servizio luceverde: praticamente in tutte le strade di accesso alla città, si viaggia incolonnati, con particolari criticità su via Trionfale, via Boccea, via Cassia, corso Francia, via Aurelia, via Laurentina e via Ardeatina e via Pontina/Cristoforo Colombo.
E visto che lo sciopero cade di mercoledì, giorno di udienza Papale, il caos si riflette anche nella zona del Vaticano dove in serata è prevista una seconda celebrazione che attirerà migliaia di pellegrini. Ci si consola con tutte le zone a traffico limitato dove è possibile circolare liberamente per tutta la giornata.
NO ALLE TARGHE ALTERNE. “La qualità dell’aria di Roma ha fatto registrare un miglioramento, così come evidenziato dai valori degli inquinanti rilevati nella giornata di ieri dalla rete di monitoraggio cittadina. Sulla base delle nuove previsioni modellistiche di Arpa Lazio che indicano sull’area di Roma, per le prossime 48, 72 ore, un progressivo superamento dello stato di criticità in atto, il provvedimento di limitazione alla circolazione veicolare a ‘targhe alterne’ non sarà adottato”. Lo comunica in una nota l’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale.

