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Trapianti, arriva l’Esercito. Hanno detto sì già in 3900

ESCLUSIVO. Dal Policlinico militare del Celio parte la campagna “Difendi la Patria. Dai valore alla vita” per promuovere la cultura della donazioni di organi, cellule e tessuti del personale militare. Ad Affaritaliani.it il capitano di fregata Filippo La Rosa

di Emma Evangelista

Donare gli organi è una questione di patriottismo se ad essere chiamati in causa sono i militari. Il perché lo racconta ad Affaritaliani.it il capitano di fregata Filippo La Rosa, organizzatore del terzo seminario per operatori del settore sanitario militare che prende vita dal Policlinico militare del Celio.
“Difendi la Patria. Dai valore alla vita”, è lo slogan della campagna che promuove la donazione di organi nelle Forze Armate e nasce da una joint venture dei Ministeri Difesa e Salute per sostenere la cultura della donazione di organi, cellule e tessuti del personale militare.
Come nasce questa iniziativa?
“Il vero promotore di questa iniziativa è Giampiero Maccioni, oggi ufficiale dell’Unuci (Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia), che ha vissuto in prima persona l’esperienza del dono grazie ad un trapianto di cuore. A qualche hanno dall’operazione ha deciso di impegnarsi per sostenere questa battaglia di civiltà sostenendo la diffusione della cultura della donazione all’interno delle Forze Armate e promuovendo un protocollo di intesa siglato tra i ministeri Difesa e Salute tre anni fa”.
Perchè i militari dovrebbero sottoscrivere l’autorizzazione?
“La donazione è sinonimo di generosità e spirito di servizio nei confronti dell’altro: queste sono le caratteristiche principali che distinguono i militari. Sostenere e mettersi a disposizione del Paese significa proprio questo. Dunque è sicuramente un terreno fertile per diffondere l’iniziativa. Possiamo continuare a difendere e dare valore alla vita altrui anche quando potremmo non essere in grado di deciderlo con le nostre facoltà. Essere donatore di organi, di tessuti e di cellule significa essere generosi per sempre”.
Quanti hanno aderito finora?
“Fino a giugno 2013 abbiamo registrato 3900 adesioni sia tra il personale militare che civile appartenente alla Difesa. Tutti però possono sottoscrivere l’atto di impegno e si può scaricare dal sito del Ministero della Salute la carta del donatore ed una informativa completa www.trapianti.ministerosalute.it. Per esprimere il consenso si può compilare il modulo on line su http://www.difesa.it/Approfondimenti/valorevita/”.
Quale invece lo scopo dei seminari organizzati annualmente?
“Oggi siamo alla terza edizione del seminario in collaborazione col centro nazionale trapianti, l’Ispettorato Generale della Sanità Militare (Sezione Formazione Specialistica e delle Professioni Sanitarie) e l’Associazione Italiana Donazione Organi e lo scopo primario è promuovere la cultura della donazioni soprattutto tra coloro che sono già operatori del settore affinchè a loro volta possano creare una rete e fare eco all’iniziativa in modo da trasferire conoscenze e iniziative dal centro alla periferia. I seminari annuali che si svolgono al Celio sono il punto di partenza per nuove iniziative che stiamo organizzando sul territorio. la novità di quest’anno è stata la collaborazione con il Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa che hanno partecipato all’evento formativo e che da sempre sono un pilastro importante della sanità militare e, sono sicuro, saranno una cassa di risonanza molto proficua per questa iniziativa. evo dire che quest’anno abbiamo riscosso una buona partecipazione e sicuramente il momento più commovente è stata la testimonianza di Maccioni”.
Cosa si aspetta dai partecipanti ai corsi?
“Saranno la nostra cassa di risonanza: sono stati investiti di un incarico per diventare una pietra miliari all’interno delle caserme per sostenere la cultura della donazione”.

IL VOLANTINO DELLA CAMPAGNA