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Treni e metro alle stelle. E la A chiude alle 21,30

L’assessore Improta annuncia dal mese di aprile la chiusura anticipata della linea rossa, “urgenti lavori alle infrastrutture, così non si può andare avanti”. Legambiente scatta un’istantanea impietosa del trasporto su ferro: “In Lombardia il doppio dei treni del Lazio; le tariffe sono aumentate del 15% mentre il servizio è diminuito del 3,7%”. I NUMERI DEL DISASTRO

Ci risiamo: una data d’inizio lavori per un cantiere urgente della metropolitana e nessuna indicazione sulla fine, se non un vago “fine agosto”. Così da aprile sin o a data da destinarsi, Roma torna indietro di una decina d’anni, quando sulla linea A del metrò vennero aperti una serie di cantieri di ristrutturazione che andavano da Termini verso l’Anagnina. Anche in quel caso la città fece i conti con una “rossa” dimezzata e ieri come oggi, si ricomincia a lavorare.
Occhio al calendario, dunque, perché da aprile (il giorno e top secret) alle 21,30 partirà l’ultima corsa della metro A. Per viaggiare da Battistini all’Anagnina bisognerà attendere il mattino successivo. Praticamente 20 mila persone che dovranno prendere il servizio sostitutivo di autobus.
A mettere le mani avanti è stato l’assessore alla mobilità del Comune di Roma, Guido Improta:”Ci sarà un trasporto sostitutivo su gomma – ha aggiunto – ma i disagi sono inevitabili. abbiamo un enorme problema di manutenzione delle infrastrutture. Abbiamo bisogno di 120 milioni di euro per varare un importante intervento infrastrutturale sulle metro A e B. Da aprile, l’esercizio della metro A sarà limitato alle 21.30 per intervenire su un tratto di linea che così non può più andare avanti”.
E se non basta la linea C che porta nel nulla e la Roma-Lido in cura permanente, la fotografia che scatta Legambiente del trasporto ferroviario nel Lazio è impietosa. “Sono 970 i treni regionali di Trenitalia che ogni giorno si muovono nel territorio del Lazio, a cui vanno aggiunti 88 treni di Atac per un totale di 1.058 treni. In Lombardia, il totale è esattamente il doppio: 2.116 treni.” È il dato che emerge dall’osservatorio “Pendolari(a)Roma”, realizzato da Legambiente sullo stato delle linee ferroviarie regionali, metropolitane e tramviarie, con un focus sui “problemi dei pendolari” e le proposte messe in campo dall’associazione per risolverli. Un ritardo che descrive una situazione difficile in cui c’è bisogno “di far sentire la voce di chi, ogni giorno si muove nel traffico, impiegando ore per raggiungere il proprio posto di lavoro con viaggi in condizioni inaccettabili”, come spiegano il presidente e vice presidente di Legambiente, Roberto Scacchi e Edoardo Zanchini, illustrando le motivazioni della messa a punto del dossier.
Secondo quest’ultimo, sono 540mila i pendolari che ogni giorno transitano sui 1.379 km di rete ferroviara regionale, numero che fa del Lazio la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia, e che, dopo il boom dal 2008 al 2012 con un aumento del 35% di viaggiatori, è rimasto fino ad oggi stabile a fronte però di una riduzione del servizio e dell’aumento delle tariffe per i biglietti. Queste ultime sono aumentate del 15% negli ultimi 3 anni, mentre il servizio è stato ridotto del 3,7%. Per quanto riguarda le infrastrutture, tra il 2003 e il 2014 la Regione Lazio ha privilegiato le strade con oltre 797 milioni investiti (il 62,5%), poi le metropolitane con 424 milioni (il 33,2%), infine la ferrovia con 55 milioni (il 4,3%). Il documento indica inoltre che tra 2009 e il 2012, il calo dei trasferimenti da parte dello Stato nel Lazio è stato del 15,5%, le risorse per il contratto di servizio sono pari a 310,8 milioni (di cui 219 a Trenitalia e 91,8 ad Atac). A fronte di questi tagli, non c’è stata un’integrazione da parte della Regione di risorse tali da evitare i tagli e garantire gli investimenti (come fatto da Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana).