di Alberto Berlini
Librarsi in cielo, quasi senza peso. Sotto i piedi la potenza di un motore di 200 cavalli che sputa un getto d’acqua continuo, poi inclini il peso e si fa surf nell’aria a più di 4 metri dal pelo delle onde: è il flyboard.
Tutto quello che serve è una tavola e un giacchetto tecnico collegati ad una moto d’acqua che fornisce la propulsione. Dopo pochi minuti di pratica, ci si può già muovere sott’acqua come un delfino e sfidare la legge di gravità. Il getto d’acqua sotto i piedi garantisce il 90% della propulsione e permette un movimento che dipende sia dalla inclinazione dei piedi che dall’uso degli ugelli ausiliari, collegati alle mani, necessari per assicurare la stabilizzazione.
Affaritaliani.it ha provato il nuovo sport dell’estate facendosi guidare da Tommaso Reggiani, l’istruttore del Club Flyboard di Roma. “E’ uno sport a tutti gli effetti, e le sessioni durano al massimo venti minuti, ma è semplicissimo, quasi come imparare a camminare, e una volta trovato il proprio equilibrio si potrà compiere ogni tipo di evoluzione, e non si scenderebbe più”.
Uno sport adatto a tutti, tra i 16 e i 60 anni, il giubbotto galleggiante e il caschetto assicurano la massima sicurezza. “Casa FlyBoard, la base del club, la prima ed unica Scuola di flyboard aperta tutto l’anno nel centro Italia, è al Riva beach club di Fregene”.
Club FlyBoard nasce a Roma, da un gruppo di giovani sportivi che nei loro viaggi all’estero intuiscono le prospettive adrenaliniche di questo nuovo mezzo futuristico che permette di “volare e nuotare” in sicurezza. Tra i fondatori Claudio Baglioni, FlyBoarder, Medaglia d’Oro e Medaglia di Bronzo al Valore Atletico Sportivo (CONI), e campione del mondo e campione italiano di offshore.


