L’Ambasciatore è un fine conoscitore della città: “La prima missione è stata nel 2001. In quel periodo ho avuto la fortuna di frequentare il gruppo culturale di San Luigi di Francia e mi sono appassionato alla storia. Abbiamo una bilancia commerciale di circa 15 miliardi di euro che per circa 8 è costituita dall’esportazioni dell’Italia verso di noi, ma per gli altri sette sono nostre esportazioni verso L’Italia”. LA GALLERY
di Marcello Aranci
Questa settimana incontriamo Wojciech Ponikiewski ambasciatore della Polonia in Italia. L’appuntamento è all’Istituto Polacco di Roma presso Palazzo Blumenstihl, proprio dietro piazza Cavour nel cuore del quartiere Prati, in occasione della presentazione della rassegna cinematografica dei Paesi del gruppo Visegrad. L’Ambasciatore Ponikiewski ha cinquant’anni e frequenta Roma più o meno stabilmente da quando ne aveva 38, all’epoca in cui iniziò la sua prima missione in Italia. Da allora è stato un amore quasi senza fine. In Polonia ha scritto una guida di Roma attraverso le storie e i palazzi della nobiltà e del clero romani e il loro contributo per il sviluppo della città. Un contesto dove spesso politica cultura e arte si fondevano in un “unicum”. Parla tre lingue, tra queste l’italiano, e in un italiano impeccabile, comincia il racconto della rassegna sul cinema contemporaneo che inizia alla Casa del Cinema e che vede protagonisti i Paesi del gruppo Visegrad.
Che cosa significa questa rassegna cinematografica del gruppo Visegrad a Roma?
“Il Gruppo di Visegrád (chiamato anche quartetto di Visegrád o “V4”) è un organismo che comprende quattro paesi dell’Europa Centrale: Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Ungheria. Il gruppo è nato in un periodo di svolta geopolitica dell’Europa Centrale, come forma di cooperazione volta ad accelerare i cambiamenti e operare comunemente per l’integrazione con le strutture euro-atlantiche ed europee. La data ufficiale della nascita del Triangolo di Visegrád (Cecoslovacchia, Polonia e Ungheria) è il 15 febbraio 1991, quando il presidente polacco Lech Wałęsa, quello cecoslovacco – Vaclav Havel e il premier ungherese József Antall sottoscrissero una dichiarazione congiunta nella cittadina ungherese Visegrád. Uno dei punti di forza di questa collaborazione è l’ambito culturale e ora presentiamo ai romani una produzione cinematografica dell’Europa Centrale, che è di altissimo livello anche se, paradossalmente, il nostro cinema da quando è caduto il muro di Berlino ha smesso di affascinare i “Paesi dell’Ovest”. Per questo oggi vogliamo raccontare ai romani il cinema contemporaneo di un’intera regione europea, perché è un modo meraviglioso per conoscere i nostri luoghi, la nostra cultura e la nostra gente, nella speranza che si possa anche togliere quell’alone di grigiore e di tristezza, con cui spesso viene ingiustamente identificata la Polonia. Nel vostro Paese c’è un’idea fortemente viziata della Polonia, probabilmente rimasta legata a stereotipi di 20 anni fa. Noi abbiamo fatto cambiamenti epocali, ad esempio, Varsavia è oggi una Capitale Europea di un dinamismo affascinante, certo non con la stessa storia di Roma, ma rimane uno dei poli economico-finanziari e commerciali dell’intera regione dell’Europa centro orientale”.
Lei è un fine conoscitore del passato di Roma, soprattutto attraverso le storie delle famiglie e della nobiltà romana, in Polonia ha persino pubblicato una guida che è stato un discreto successo editoriale. Dove nasce la sua passione per la storia di Roma? Lei ha fatto molto per la diffusione della cultura di Roma in Polonia ma Roma le ha mostrato un po’ di gratitudine?
“Durante il mio primo soggiorno a Roma nel 2001 ho avuto la fortuna di entrare in contatto con il gruppo di San Luigi del centro culturale francese che sistematicamente organizzava delle visite guidate in posti nascosti della Città, lì è nata la mia passione che ho cercato di condividere con i miei connazionali scrivendo una guida di Roma, che raccontasse i palazzi, le storie e la cultura di questa meravigliosa città, soprattutto indagando quella vocazione che avevano principalmente nobiltà e clero nella divulgazione e nell’impiego dell’arte anche come veicolo di contenuti politici. Per quanto riguarda invece quello che ho ricevuto in cambio da Roma, devo dire che dal punto di vista umano è tantissimo. Ogni giorno questa città mi regala una straordinaria partecipazione emotiva ed empatica. Roma migliora talmente tanto le nostre esistenze che rischia di essere una cornice più bella del quadro stesso, basta guardare i colori di questa stagione, che sembrano quelli dipinti da Leonardo. È divertente come spesso, per via di questa guida, alcuni connazionali mi riconoscano quando sono in aereo con loro, a volte la cosa mi imbarazza ma tutto sommato mi fa piacere aver offerto una lettura un po’ insolita e originale di questa città e aver dato il mio modesto contributo a divulgare la cultura di Roma”.
Ha parlato di un profondo cambiamento del suo Paese in questi anni. Come è cambiato e quali sono le cause di questi cambiamenti?
“Sono stati anni di rivoluzioni epocali, che hanno riguardato tutto il nostro Paese, non solo modificandone la cultura, ma proiettandoci in un contesto, quello Europeo, che per noi è stata una grandissima opportunità. La “cultura” egualitaria del comunismo inserita in un insieme di democrazie ha dato un risultato sconvolgente. Siamo un’economia in crescita, un Governo stabile, affidabile, fortemente europeista non solo nelle idee della politica, ma nel cuore e nella pancia di tutti i polacchi. Se per molti Paesi l’ingresso in Europa è stato un salto da uno a dieci, per noi è stato da uno a cento. Fino a pochi anni fa era impossibile l’idea di entrare in un circuito di lavoro meritocratico dove più si lavora e più si guadagna. Questo e diventato possibile grazie all’Europa, senza frontiere. Per la nostra cultura e con il senso di sacrificio che avevamo maturato nei decenni precedenti, l’opportunità europea è stata un vero regalo”.
Come sono le relazioni con l’Italia?
“Ottime sotto tutti i punti di vista, solo per quanto riguarda l’aspetto economico abbiamo una bilancia commerciale di circa 15 MDL di euro che per circa 8 è costituita dall’esportazioni dell’Italia verso di noi, ma per gli altri sette sono nostre esportazioni verso il vostro Paese. Decine di gruppi italiani come Merloni, Brembo, Marcegaglia, Mapei, Fiat etc. hanno costruito stabilimenti industriali da noi, non solo per il mercato del lavoro, oggettivamente più snello, ma soprattutto per la qualità del lavoro dei nostri ingegneri e operai che hanno un orientamento completamente diverso rispetto alle relazioni con il datore di lavoro. Un approccio che ad oggi ci ha permesso di essere competitivi e vincenti a fronte di una crisi generale che ha attraversato tutto il mondo e che non sarà facile superare per paesi che rimangono ancorati a vecchie posizioni di rendita”.
AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DI POLONIA IN ROMA
Via P.P. Rubens, 20 – 00197 Roma
Tel. 06.322.44.55 – 06.322.45.97
www.rzym.polemb.net
Rassegna Cinematografica Dei Paesi Del Gruppo Visegrad (V4)
www.casadelcinema.it / tel. 06 423601
www.istitutopolacco.it / tel. 0636 000 72
dal 2 al 5 marzo 2013
Casa del cinema , Largo Marcello Mastroianni, 1 – Roma
Ingresso libero

