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Via il pino dalla Casa del Jazz. Il Comune si salva dalla figuraccia

Dopo la denuncia di Affaritaliani.it, alle prime ore del mattino è arrivata la squadra per eliminare il pino monumentale caduto durante il nubifragio del 19 novembre. Da allora la Casa e il Parco erano stati interdetti all’accesso e bloccata ogni programmazione con grave d’anno economico e d’immagine. LA GALLERY

Alla fine il Comune di roma ce l’ha fatta. Dopo la denuncia di Affaritaliani.it, alle prime ore del mattino del 5 dicembre, il pino caduto sulla Casa del jazz lo scorso 19 novembre è stata attaccato dalle motoseghe del Servizio Giardini.
Operazione complessa ma non impossibile grazie all’impiego di due normali “scale con cestello”, comunemente usate per le potature degli alberi di alto fusto. Una vicenda dai contorni surreali si chiude e così e la Casa del Jazz si prepara a riaprire i battenti. Ciò che resta sono le inefficienze e le polemiche. Come quella esplosa in occasione del la presentazione della Notte dei Musei, durante la quale l’assessore alla Cultura, Flavia Barca è caduta dalle nuvole di fronte alla richiesta di chiarimenti sul programma. Pur essendo chiusa, infatti, la Casa del Jazz compariva tra gli eventi programmati per il fine settimana.

E pure la ricostruzione delle responsabilità sul gravissimo ritardo negli interventi, è degna di un film di disordinata burocrazia. Mercoledì 4 l’assessorato all’Ambiente di Estella Marino sosteneva che la competenza dei lavori per togliere il pino schiantato fosse della Sovrintendenza e questo perché nell’area delle radici persiste una tomba. Il giorno dopo, di fronte a telecamere e fotografi ogni nodo è stato sciolto. I giardinieri sono arrivati e hanno liberato l’ex villa del boss della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti e il Comune dall’imbarazzo.