Cronache

Ager oliva, la startup che si prende cura degli ulivi

 

Milano, 8 giu. (askanews) - Adottare un ulivo salvandolo dall'abbandono, seguire il suo ecupero e ricevere a casa olio extravergine biologico. È l'idea di Ager Oliva, una startup pistoiese che nasce proprio con la missione di restituire vita al patrimonio agricolo toscano. Il progetto è molto ambizioso e di alto valore ambientale, sociale, agricolo e paesaggistico. La spinta parte da un grido d'allarme: secondo Coldiretti, in Toscana ci sono quattro milioni di piante di ulivo abbandonate. Per questo Tommaso Dami, una laurea in Economia e una passione per l'agricoltura, decide di realizzare il progetto che ha l'obiettivo di recuperare il territorio, contribuire a creare posti di lavoro nel settore della coltivazione, tornare a rendere produttivo l'ulivo e aumentare la produzione di extravergine toscano, sempre più richiesto sui mercati internazionali."La felicità delle persone che ci hanno sostenuto fin da subito è stato il nostro carburante per andare avanti in questa bellissima sfida che possiamo vincere soltanto diventando una grande community di aziende e privati" sottolinea Tommaso Dami, founder di Ager Oliva". "La nostra missione è sì salvare gli ulivi, ma anche contribuire a salvaguardare il territorio sempre più minacciato dal dissesto idrogeologico. Nelle zone di collina non essendo possibile industrializzare la produzione dell'olio, l'ulivo diventa un patrimonio ambientale che la Toscana rischia di perdere e che deve assolutamente essere tutelato". "Si tratta di un simbolo del paesaggio agricolo collinare che ci rappresenta in tutto il mondo. Milioni di turisti ogni anno vengono ad ammirare i nostri paesaggi e a degustare i nostri prodotti alimentari: abbiamo il dovere di aver cura del nostro territorio". "Abbiamo trovato intorno a noi sostegno e motivazione. Recentemente- conclude Dami- siamo stati supportati dall'influencer toscana Diletta Secco, che ha adottato un ulivo abbandonato e promosso il nostro progetto sul suo profilo Instagram".Salvare un ulivo e aderire all'adozione è facile. Sul sito web ageroliva.it si sceglie la zona geografica e addirittura la singola pianta. Con il costo di 49 euro l'anno si potrà poi dare il nome all'albero, che avrà il cartello in bella vista, fare visita alla pianta e ricevere 2 litri d'olio d'oliva extravergine per ogni pianta adottata. Un'altra possibilità, sempre scegliendo l'ulivo ed il nome, é quella di regalarlo ai propri amici, familiari o ai dipendenti della propria azienda, regalando così un pezzo di terra toscana.L'azienda, che al momento ha salvato circa 600 ulivi, segue in prima persona tutto il processo dall'inizio del recupero al prodotto finito. La procedura è rigorosa: dopo il taglio di eventuali rami infestati e secchi, viene sfalciata l'erba intorno alla pianta, sistemati gli argini e le fosse limitrofe, tagliati quindi i polloni (rami sterili che tolgono nutrimento all'albero) che crescono alla base del tronco. Poi si passa alla concimatura organica delle piante. Molto spesso gli ulivi abbandonati presentano varie malattie e un'evidente mancanza di nutrimenti. Per questo si interviene con trattamenti biologici per eliminare il problema. Con la potatura, si ripristina la chioma dell'ulivo. Si porta così la pianta nella situazione ottimale per dare il frutto. Tra ottobre e novembre si raccolgono le olive e, in 24 ore, si portano in frantoio per la spremitura a freddo. Lo stoccaggio dell'olio avviene in tini di acciaio per non far modificare le qualità organolettiche, prima dell'imbottigliamento e della spedizione che avviene subito dopo la spremitura. A questo punto arriveranno a casa due litri di olio per pianta.