Milano, 16 nov. (askanews) – La produzione in tempi rapidi di un vaccino efficace contro il coronavirus è la sfida del secolo, che sta impegnando in uno sforzo comune e senza precedenti ricercatori di tutto il mondo. Ma a che punto siamo?I vaccini allo studio sono centinaia. Di questi 87 sono ancora in fase preclinica, test in vitro e su animali, 54 sono arrivati alla fase clinica con sperimentazione sui volontari. 11 sono arrivati alla fase 3, l’ultima prima dell’approvazione. L’Unione Europea ha scommesso su alcuni, firmando contratti per milioni di dosi.A partire da Pfizer e Biontech, che hanno sviluppato un vaccino a mRna, fra i primi ad essere disponibili a gennaio di cui sono state prenotate dall’Europa 300 milioni di dosi, 40 delle quali in totale andranno all’Italia. I risultati preliminari mostrano una efficacia al 90%. Alla sperimentazione stanno partecipando circa 44mila volontari.Anche Astrazeneca, l’azienda anglosvedese che collabora con l’Università di Ofxord, ha annunciato che il loro vaccino, basato sull’adenovirus, sarà disponibile già a gennaio. Con loro l’Unione ha firmato un accordo per 400 milioni di dosi.Poi c’è Johnson & Johnson che dopo la battuta di arresto di ottobre, per una malattia di uno dei volontari improvvisa e di cui non si è trovata la causa, ha ripreso le sperimentazioni oltre ad aver annunciato l’avvio di un nuovo trial clinico su un vaccino a 2 dosi.La francese Sanofi comincia la fase 3 a dicembre e prevede la commercializzazione all’inizio del terzo trimestre del 2021. Le prime dosi saranno prodotte nel loro stabilimento italiano di Anagni.405 milioni di dosi arriveranno da Curevac, azienda europea, che è stata finanziata dall’Unione per la ricerca al vaccino. In corso trattaive con Moderna, azienda biotech Usa che è stata finanziata con quasi 1 miliardo di dollari dal governo Usa e che ha annunciato i risultati più promettenti finora. Il suo vaccino, basato sempre su codice genetico, mRNA, ha il 94,5% di efficacia.
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