Nel caso Garlasco torna centrale un elemento apparentemente tecnico ma decisivo: la temperatura dell’ambiente della scena del crimine.
Ospite a Mattino Cinque, il medico legale Giuseppe Fortuni ha spiegato perché il dato ambientale è fondamentale per ricostruire l’orario del decesso di Chiara Poggi.
I numeri sono chiari: il corpo era a circa 33 gradi, mentre l’ambiente risultava intorno ai 23 gradi. Un range di 10 gradi centigradi che, secondo Fortuni, non può essere trascurato.
“Il cadavere continua a perdere temperatura fino a raggiungere quella ambientale”, ha spiegato. Nelle prime ore la perdita è generalmente di circa mezzo grado nelle prime 2-3 ore, poi mediamente un grado all’ora, fino ad adeguarsi alla temperatura della stanza.
Ecco perché conoscere con precisione il dato ambientale diventa cruciale: permette di calcolare il raffreddamento del corpo e, di conseguenza, di stimare l’orario della morte.
Non è un dettaglio secondario. Se la temperatura dell’ambiente fosse stata diversa, cambierebbe anche la finestra temporale compatibile con il decesso. Ed è proprio su queste ore che si gioca una parte decisiva della ricostruzione.
Nel caso Garlasco, anche pochi gradi possono fare la differenza.
