(Agenzia Vista) Roma, 30 aprile 2026
“La sostenibilità può diventare una grande opportunità per il tessile italiano, ma servono strumenti concreti per evitare che le imprese vengano penalizzate”. Lo ha affermato Paul De Cecco, amministratore delegato di Confezioni Mario De Cecco S.p.A., intervenendo nel corso dell’evento “Tessile e Sostenibilità. Le novità del Decreto EPR”, svoltosi alla Camera dei deputati e organizzato dall’Intergruppo parlamentare per la conservazione della sartoria tradizionale italiana. De Cecco, alla guida di un’azienda familiare abruzzese attiva da molti anni nella produzione di abbigliamento da lavoro e nella distribuzione di dispositivi di protezione individuale, ha richiamato il principio alla base del Decreto EPR: chi produce o vende un prodotto deve assumersi la responsabilità anche del suo fine vita. “Per il nostro settore – ha spiegato – significa progettare capi più durevoli, riciclabili, tracciabili, con meno materiali complessi e pensati per essere recuperati e reimmessi sul mercato”. Secondo De Cecco, la transizione comporta però costi rilevanti per le imprese, già impegnate in investimenti su ricerca, materie prime sostenibili, processi produttivi, certificazioni, tracciabilità e gestione del riciclo. “Il rischio – ha sottolineato – è che, in un mercato dove il prezzo resta spesso il principale criterio di scelta e cresce la concorrenza dei Paesi extraeuropei, le aziende italiane vengano penalizzate e spinte a delocalizzare”. Da qui la richiesta di interventi concreti: criteri di sostenibilità obbligatori nelle gare d’appalto, limiti chiari all’uso dei PFAS, una normativa “End of Waste” che consenta ai materiali recuperati di rientrare nel mercato e incentivi per chi investe in ricerca, certificazioni e sostenibilità, anche attraverso agevolazioni fiscali come l’Iva ridotta sui prodotti sostenibili. De Cecco ha evidenziato inoltre la necessità di chiarire il ruolo dei dispositivi di protezione individuale nell’ambito dell’EPR, “considerando la complessità dei materiali utilizzati”. “Durante il Covid – ha concluso – abbiamo capito quanto sia rischioso dipendere dall’estero per prodotti essenziali come mascherine e dispositivi di protezione. Quando parliamo di sostenibilità dobbiamo parlare anche di solidità industriale e autonomia produttiva. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, collaborando e portando esperienza e proposte”.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
