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Ambra ad Affari: “Mi sono divertita a perdere la memoria con… Bea nel mio nuovo film”

Ambra ad Affari: “Mi sono divertita a perdere la memoria con… Bea nel mio nuovo film”
ambra angiolini 500
Dal successo in teatro al cinema: ecco Ambra Angiolini ed Edoardo Leo nella commedia “Ti ricordi di me?” – il secondo lavoro da regista dell’attore Rolando Ravello (dopo “Tutti contro tutti”). Nel cast anche Paolo Calabresi e Pia Engleberth. I DUE PROTAGONISTI PARLANO AI MICROFONI DI AFFARI. L’INTERVISTA. Di Giordano Brega
Ambra ad Affari: “Mi sono divertita a perdere la memoria con… Bea nel mio nuovo film”
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Ambra ad Affari: “Mi sono divertita a perdere la memoria con… Bea nel mio nuovo film”


Di Giordano Brega

Dal successo in teatro alle sale cinematografiche (si parte il 3 di aprile, 300 copie distribuite): ecco Ambra Angiolini ed Edoardo Leo nella commedia “Ti ricordi di me?” – il secondo lavoro da regista dell’attore Rolando Ravello (dopo “Tutti contro tutti”). Nel cast anche Paolo Calabresi e Pia Engleberth.

LA STORIA – Lo scrittore Roberto (cleptomane) e la maestra Bea (narcolettica che ha forti perdite di memorie di fronte a choc emotivi) si conoscono dalla terapista che li ha in cura. Lui inizia a corteggiarla praitcamente subito. Un pressing magari un po’ buffo, ma che finirà per avere successo…

PARLANO AMBRA E LEO AI MICROFONI DI AFFARI – Dal palco al grande schermo. Avete qualche scaramanzia? “In teatro facevamo sempre lo steso rito prima di entrare in scena, ma… non lo possiamo dire”, racconta Edoardo Leo ad Affari. E Ambra aggiunge. “Sarebbe da… bippare tutto. Era un rito ideato da Massimiliano Bruno (che ha scritto lo spettacolo, ndr), colui che ci ha consegnato l’idea”.
“Ripetevamo questa cosa sempre, oltre a questo mantra anche tutto quello che facevamo dopo: il punto in cui ci abbracciavamo prima di andare in scena e via dicendo…Una ritualità che abbiamo fatto per due anni. E se non fai quella cosa vai un po’ in panico”, dice Leo.

Ambra sottolinea e scherza. “Perché poi se non la fai nella giornata che va storta, o che c’è poca gente… che non ridono.. sono tristi… o senti qualcuno che tossisce tra il pubblico… perché il problema del teatro è la tosse. Più che la Asl potrebbero chiedere agli attori di teatro cosa gira in periodo invernale. Le patologie le sappiamo più o meno tutte (ride, ndr)”.

“Il problema è che la serata che va storta se hai fatto le scaramanzie in ritardo o non nello stesso posto, o non c’era la stessa gente a darti la mano… è un disastro, si va fuori…”, dice sorridendo l’attrice romana.

Tra film e realtà. La memoria di Ambra, a differenza del suo personaggio, è di ferro: “Ce ne ho veramente tantissima, anche troppa. Mi sono divertita a perderla. E ho capito che sarebbe molto meglio se ogni tanto si riuscisse a fare quello che fa Bea. Per lei è un problema patologico, per molti di noi sarebbe la soluzione a delle pesantezze che ci portiamo dietro e che ci ammorbano giornate. Ricordi vecchi di vent’anni”.
Cosa vorrebbe dimenticare? “Parlo di quelle cose che ci condizionano l’esistenza. Come quelli che citano…. Napoleone. Io penso: dimmi una cosa che abbia a che fare con il mio presente visto che tanti ci dicono che non lo viviamo. Però è impossibile perché chiunque di noi ricorda. E’ molto complicato andare avanti, perché veniamo sempre frenati da questi ricordi. Che sono fantastici e meravigliosi, ma che ogni tanto creano un bagaglio che rischia di farti avere un affanno pazzesco nell’andare avanti”

“Quante volte si litiga in un’occasione in situazioni tipo ‘Non mi hai chiamato stasera’… e l’altro risponde ‘sì perché tu dieci anni fa…’. – prosegue l’attrice romana – E da lì nascono queste liti che vanno avanti nel tempo. E non ti parli con quella persona perchè il fatto era piccolo, ma i ricordi ingigantiscono. Ed è terribile…”

Quindi Ambra vive il presente?
 “Io mi sforzo, mi impongo. Voglio. E con Bea sono riuscita a farlo ancora di più, perché avendo veramente un problema per lei era necessario vivere il presente. Perché senza il presente una persona così era dispersa”.