di Massimo Puricelli
Quando una trasmissione è politicamente schierata niente e nessuno può far cambiare la rotta, nemmeno l’ evidenza dei fatti, nemmeno la realtà delle situazioni più lampanti. Anzi, si cerca di travisare le realtà con servizi giornalistici che suffragano le tesi preconcette dove con testimonianze di cittadini (pochi) politicamente ben riconducibili ad una certa parte politica si erigono a rappresentanti della totalità del pensiero di un’ intera popolazione di una nazione. L’esempio più eclatante è Ballarò di Giovanni Floris talk-show politico del martedì sera trasmesso su Rai Tre.
Uno dei tanti esempio della nostra informazione televisiva (forse il più famoso o almeno quello con il maggior ascolto in termini dei Auditel), che a detta di molti organi di controllo internazionali, non si può considerare libera tanto da far occupare il nostro Paese un’infima posizione nella classifica della libertà di stampa. Erede delle trasmissioni di Michele Santoro dell’antisegnano terzo canale degli anni ottanta guidato da Guglielmi, ora passato ad altri lidi, rispondente ai criteri della lottizzazione della Prima Repubblica che divise le tre reti Rai tra i tre partiti politici maggiori (Democrazia Cristiana Rai Uno, Partito Socialista Rai Due, Partito Comunista Rai Tre), una suddivisione che ancora oggi resiste con la terza rete di impronta sinistrorsa, si può ben considerare l’ufficio stampa del Partito Democratico o meglio del Partito socialista Europeo.
La trasmissione inizia con il monologo del comico Crozza che dovrebbe, uso il condizionale, fare satira politica prendendo come bersaglio il potente di turno (almeno così la satira insegna fin dai tempi medievali), ma evidentemente il comico genovese non ritiene potenti i suoi sodali di ideologia neppure se hanno le cariche più alte delle Istituzioni Italiane e allora si massacrano sempre gli stessi personaggi dell’opposta fazione seppur ormai morti e sepolti, politicamente parlando, avendo non si sa quale timore di rinascita e di pericolo per la sinistra europea o italiana. Peraltro, il buon Crozza non sa ,che così facendo, la resurrezione viene indotta, perchè celiando sui morti molto spesso dimenticati li si rianimano riportandoli alla memoria della popolazione oltre a scatenare l’orgoglio sopito dei seguaci degli zombi.
Finito il monologo salutato da un ovazione da parte del pubblico presente in sala con tanto di sorriso a trentadue denti da parte del conduttore Floris, inizia il dibattito con gli ospiti presenti. Rappresentanti politici dei vari schieramenti oltre a esponenti del mondo imprenditoriale , sindacale o universitario. Ovviamente questi ultimi sempre con idee politiche ben delineate che facciano da blocco granitico per suffragare le tesi preconfezionate dello staff della trasmissione, con tanto di applausi a scena aperta e boati di approvazione da parte del pubblico seduto sugli spalti alle spalle degli ospiti. Spalti, sì perchè più che un pubblico televisivo assomiglia molto ad uno stadio o meglio alle curve di un qualsiasi stadio pronto a sostenere i propri beniamini e a fischiare o a rumoreggiare contro l’avversario di turno
.Nel frattempo ai telespettatori, sempre che non soffrano di chinetosi per via dei continui camminamenti del conduttore che, per mettere a disagio l’interlocutore sgradito presente in sala, continua a camminare percorrendo la sala da un capo all’altro (tanto da pensare che si stia allenando per qualche maratona amatoriale perchè in ogni trasmissione il sorridente Floris copre i chilometri corrispondenti della gara olimpica) come un agente di polizia mentre interroga un sospettato, vengono offerti una serie di interviste tutte a suffragare le tesi preconfezionate. Un esempio di tali interviste, simbolo dell’imparzialità del conduttore e della trasmissione una ciliegina del rispetto delle regole imposte dalla legge sulla Par-Condicio o meglio e prima ancora, dalle norme della deontologia professionale del giornalismo, lo abbiamo avuto ieri sera. E così ecco un bel servizio con una serie di interviste a cittadini francesi, più precisamente parigini, a cui si chiede un giudizio o un commento sulla vicenda degli amori extraconiugali del presidente Hollande.
Alcune persone intervistate dalla solerte inviata (guarda caso anche lei dello schieramento di sinistra)che sono tutte, ovviamente casualmente solo persone di sinistra o riconducibili a quella parte politica. Si inizia con un uomo bardato da una vistosa sciarpa rossa che si affretta a dire che queste sono cose che riguardano la sfera privata del Monsieur President (Dio lo abbia in gloria, mancava questa esclamazione); un secondo uomo intervistato, dall’atteggiamento e dall’abbigliamento libertino dice che non considera come scandaloso la vicenda del presidente, e che non capisce come mai non si discuta e non si metta in risalto gli strabilianti , meravigliosi, efficacissimi, provvedimenti in campo economico che il Presidente ha adottato o vuole adottare; dulcis in fundo un operatore ecologico di origine magrebina che stizzito per la domanda sull’affaire d’amour del Presidente risponde che a lui interessa solamente che Hollande migliori la sua situazione economica e lavorativa, tutto il resto chi se ne frega. Perfetto servizio, ottima scelta degli intervistati, ottima ed equanime scelta delle opinioni dei cittadini francesi.
E sì, si dovrebbe assegnare il premio Pulitzer alla trasmissione, perchè il paladino della sinistra francese ed europea oltre ad avere poca considerazione della sensibilità femminile, lui che dovrebbe essere uno strenuo difensore della condizione e della dignità della donna secondo i dettami della ideologia a cui si ispira o a cui si dovrebbe ispirare visto il comportamento tenuto nell’ultimo decennio che lo ha portato ad umiliare pubblicamente le sue tre (?) compagne meritevoli del suo amore un po’ ballerino, tanto da essere trattate come nient’altro che conquiste amorose degne di un Casanova qualunque, ha un bassissimo gradimento da parte dei suoi connazionali non tanto per la vicenda sentimentale ma per quanto ha fatto o meglio non ha fatto durante il suo mandato. Solo il 23% percento dei francesi ha espresso un giudizio favorevole di gradimento per il loro presidente, tutti incontrati dalla solerte giornalista di Ballarò che per loro rappresentano la totalità della popolazione transalpina. Pertanto cosa aggiungere se non: Viva la France, Vive le President, Viva Ballarò totem del giornalismo imparziale.
