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Indovina chi viene a Natale? Bisio, Abatantuono e la Capotondi si confessano ad Affari

Di Giordano Brega

La difficile stagione del Milan? “Siamo gli unici ancora in Champions League”, rivendica il cuore rossonero doc Claudio Bisio ai microfoni di Affari. E l’altro supporter a cinque stelle, Diego Abatantuono, osserva: “Il Milan è alla sua peggior stagione però ha una tradizione di coppa. E questo ci porta avanti sempre. Forse è l’attitudine a giocarle. Altre squadre in voga attualmente per la qualità del calcio espresso, tipo la Roma e la Fiorentina, sono meno avvezze a giocare questi trofei. L’Inter anche non è avvezza. La Juve non è avvezza e infatti ci ha lasciato”.

Restando sulle vicende legate al Milan, tanto si è parlato di un prossimo addio di Galliani. “Io non credo che ci sarà. Il presidente decide lui, come ha sempre fatto, e in questo momento ha deciso che rimane. Galliani ha fatto tante cose interessanti. Poi bisogna capire: quando fa giusto è merito del presidente, quando sbaglia è colpa di Galliani?”, spiega Abatantuono.

I due saranno protagonisti durante le feste nel film “Indovina chi viene a Natale?” di Fausto Brizzi, insieme a Claudia Gerini, Angela Finocchiaro, Raoul Bova, Carlo Buccirosso, Rosalia Porcaro e Cristiana Capotondi (con la partecipazione straordinaria di Gigi Proietti). L’uscita nelle sale è prevista per il 19 dicembre.

Dal calcio al cinema, tema caldo. Perché in Italia non si riesce a fare un bel film di fantascienza o fantasy? O un western, sogno e progetto caro ad Abatantuono (ha già un soggetto nel cassetto). Che spiega: “Noi abbiamo spesso idee per fare delle cose diverse. Solo che poi si va spesso, anche giustamente, sulla cose che si sanno fare meglio. O che si possono fare. Avere dei sogni è un conto, ma se sono irrealizzabili per motivi di costi e di contingenza…”

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Ma sottolinea un problema legato al cinema italiano: “Dovrebbe aggrapparsi a quello che sa fare bene. La commedia è sempre stata bastonata. Era il fiore all’occhiello del cinema italiano ed era la cosa in cui eravamo i migliori di tutti. Se ci pensate, nel momento in cui si muovevano Sordi, Gassman, Tognazzi, Mastroianni, Gian Maria Volontè, gli americani di questo genere avevano Walter Mattau e Jack Lemmon. E finiva lì la festa per loro. Lì noi si puntava, si vincevano i premi, si andava in giro per il mondo.  A un certo punto qualcuno che non era capace di fare quel genere lì, ha deciso che non era da Festival, non era da premiare. Quindi sono partiti dei mattoni, nel coppino di chi andava in sala”.

Abatantuono rende onore ai vari Antonioni e Visconti, “sono fantastici”. Però… “in scia era più facile imitare in maniera taroccata un loro film che non fare una commedia. Perchè se non sta in piedi diventa immediatamente di serie B. In quel lasso di tempo il cinema si è perso”.

“Ci sarebbero dei generi che sarebbe bello pensare anche in Italia. Il poliziesco in Francia fa grandi cifre”, osserva Cristiana Capotondi. “Invece qua appena fai un esperimento su quello o un po’ sul noir vai sempre un po’ all’angolo”.

Regali di Natale? “Una maglietta della Roma. Se me ne mandano una con il mio nome sarebbe un bel gesto”, è il sogno-appello della Capotondi (che passerà le feste in America).

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“La pagelle di mio figlio con tutti 6”, auspica lo speranzoso papà Bisio.

Nel film di Brizzi la Capotondi riceve una bella proposta di matrimonio (da Raoul Bova, ndr). Nella vita privata (è fidanzata con Andrea Pezzi) le piacerebbe? “No, ho l’allergia”, dice. “Gliel’ho proposto tre o quattro volte”, scherza Abatantuono. E l’attrice in scia: “Se ho detto di no a Diego, a chi mai potrei dire di sì?”

Fine anno e tempo di bilanci. Abatantuono è soddisfatto: “Per me sul lavoro è stato molto faticoso e intenso, mi sembra positivo. Poi le cose che usciranno nel 2014 lo capirò dopo come sono andate. Sono abbastanza contento, considerando che faccio questo lavoro da molti anni, per tanti motivi è sempre un po’ più difficile lavorare. Sono contento che sto ancora con loro, vuol dire stare con quelli bravi e giovani”.

Tra l’altro ha recentemente pubblicato un libro (“Ladri di cotolette”, edito da Mondadori): “E’ andato molto bene e in più ho aperto la polpetteria a Milano (in via Vigevano, ndr). Uno dei più grandi successi della storia dal dopoguerra dal punto di vista culinario. Sempre piena, bisogna prenotare con grande anticipo per trovare posto”, racconta con soddisfazione.

Un anno “positivo” per la Capotondi. Bisio osserva: “Ho girato tre film, non mi è mai capitato nella mia carriera (“Benvenuto presidente”, “Indovina chi viene a Natale”, “La gente che sta bene”)”.

Nei prossimi giorni intanto tornerà in tv Zelig senza di lui. Nostalgia? Sapere che parte senza di lui che sensazioni porta? “Parte con me invece”, annuncia. “Ci siamo io e Claudia Gerini la prima puntata (il 18 dicembre, ndr). Parliamo del film, ci sarà una gag sul fatto che sono legato a Zelig, Vedrete…”

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA INTEGRALE A CLAUDIO BISIO, DIEGO ABANTUONO E CRISTIANA CAPOTONDI: DAL MILAN AL FILM DI FAUSTO BRIZZI, I PROBLEMI DEL CINEMA ITALIANO E TUTTE LE GAG