Lo rivela il settimanale Di più, secondo cui la showgirl non avrebbe presentato le pubblicazioni al Comune di Milano come prevede la legge. “Questo documento”, ha spiegato a Di Più l’avvocato matrimonialista Gian Ettore Gassani, “rimane pubblico per dieci giorni consecutivi per permettere a chi abbia valide ragioni di farsi avanti e contestare il matrimonio. Inoltre la Canalis, lo sposo, e il sacerdote che ha officiato il rito, che aveva anche lui l’obbligo di controllare le pubblicazioni, hanno commesso una infrazione e pagheranno una ammenda da duecento euro a testa”.

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