Due documenti fondamentali, che fanno luce sulla querelle che coinvolge Gina Lollobrigida e Javier Rigau, sono stati pubblicati da Chi. E sono: il certificato di matrimonio, che si è celebrato per procura, il 29 novembre 2010 presso la chiesa di Sant Vicenç de Sarrià, a Barcellona (per procura significa in assenza della diva, ma con una persona che ne ha fatto le sue veci e alla presenza di almeno due testimoni). E la sospensione dell’iscrizione nel registro civile del suddetto matrimonio canonico.
Gina Lollobrigida ieri e oggiGuarda la gallery
Rigau, infatti, voleva smaltire quest’ultima pratica il 18 febbraio, giorno del suo 52° compleanno. Se vi fosse riuscito, l’imprenditore avrebbe avuto i pieni diritti ereditari su un patrimonio, quello della diva, piuttosto consistente (solo nei giorni scorsi Gina Lollobrigida ha messo all’asta, anche per finanziare la ricerca sulle cellule staminali, parte della sua collezione di gioielli, preziosi battuti per cifre da capogiro). L’iscrizione, per ora, non è andata a buon fine, perché è stato ritenuto inopportuno portare a termine quella pratica. Questo è stato possibile grazie all’intervento di un team di avvocati (italiani e spagnoli) della Lollo, che ha richiesto la sospensione, appunto, in attesa che Rigau sia sottoposto a giudizio.
