“Berlusconi mi disse che Gasparri e Roccella erano due omofobi e mi ha sempre incoraggiato nella battaglia per i diritti civili. Lui è sempre stato liberal”. Lo ha dichiarato Alessandro Cecchi Paone intervenendo al programma tv KlausCondicio. E prosegue: “Avendo unificato un centrodestra con postfascisti e con cattolici integralisti, era costretto a seguire una linea che non era la sua personale. Mi ha sempre detto “vai avanti insisti rappresenta questa posizione mia, della mia famiglia e del partito originario, però sappi che finché c’è il Pdl non si può fare”. Ma di certo non sono le posizioni dei vari Formigoni, Giovanardi, Gasparri e tutta CL. In privato Berlusconi li giudicava, non moderni, non pienamente liberali e assolutamente omofobi. Mi disse una volta che sotto sotto nelle loro posizioni c’era una forma di intolleranza mentre lui è disponibile a cogliere le esigenze e i bisogni di tutti”. Nel corso del programma, Paone dice: “Penso che Gasparri se ne debba fare una ragione di queste aperture di Berlusconi e che se non gli va bene si può accomodare nella bad company dell’Ncd con la Roccella”.
Sull’adozione: “Il presidente Berlusconi è cosi laico che mi ha chiesto di andare a ripescare i contenuti della proposta di legge che fu fatta dal senatore Del Pennino, storico repubblicano, che presentò questa legge anni fa. Noi stiamo partendo dalla “Bozza Del Pennino” per elaborare un testo che tracci sostanzialmente un matrimonio senza chiamarsi tale con tutti i crismi e le tutele che sono necessari, escludendo l’adozione a meno che uno dei due partner non abbia già un figlio”.
E ancora: “Fino ad oggi non si è dichiarato nessuno, però so che nell’attuale nazionale di Antonio Conte ce n’è uno versatile. Anche Prandelli mi confermò che c’erano tanti omosessuali quanti in qualunque altro settore della vita civile, ovvero circa il 10%; gli risposi che ce n’erano 3 che avevo conosciuto e sapevo chi erano, ma ovviamente c’è una legge che vieta di dire i nomi”.








