di Paolo Braghetto
Umberto Contarello, sceneggiatore insieme a Paolo Sorrentino de “La grande bellezza” è tornato nella sua città natale, Padova, che gli ha dedicato una giornata dopo la conquista del premio Oscar da parte del film: la mattina l’incontro con gli studenti del Liceo Tito Livio da lui frequentato da piccolo, poi la celebrazione ufficiale in Comune col Sindaco Rossi e alla sera il bagno di folla in una libreria. “Si prova una sproporzionata gioia a vincere la statuetta – confessa lui visibilmente emozionato – adesso godo poco e lavoro ad altri progetti”.
Cosa pensa degli italiani che si sono divisi tra pro e contro il film? “E’ come cercare in un fruttivendolo il pollo, non vendiamo polli ma verdura.. Hanno cercato una cosa sbagliata nel posto sbagliato”. Intanto Sorrentino farà un film in Veneto tra Venezia e Cortina. “Non l’ho scritto io perché lo aveva già fatto lui prima”. L’abbraccio dei padovani dai più giovani agli amici di un tempo è stato piacevole, mi sento un vecchio giovane o un giovane vecchio”. Non poteva mancare un ricordo del regista Carlo Mazzacurati con cui ha lavorato insieme e di cui uscirà prossimamente l’ultimo film postumo. “Una sola parola: la grazia”.
L’INTERVISTATO – Laureato in filosofia, Umberto Contarello, padovano classe ’58, nella sua carriera di sceneggiatore ha collaborato con Gabriele Salvatores, Gianni Amelio, Giuseppe Piccioni, Carlo Mazzacurati, Fabrizio Bentivoglio, Michele Placido. E soprattutto con Paolo Sorrentino. Contarello, reduce dalla vittoria agli Oscar per “La grande bellezza”, ne parla con Affaritaliani.it…









