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“Il giovane favoloso”, una bella scommessa sulla poesia al cinema

“Il giovane favoloso”, una bella scommessa sulla poesia al cinema
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Fra poesia e filosofia, tra lo Zibaldone, le Operette morali, l’Infinito, Alla luna, avanza il film di una potenza descrittiva di immagini e parole perforanti. Le scene, attraverso la poesia di Leopardi, celebrano il trionfo della vita, dell’amore, della morte contro ogni sorta di superficialità che pervade ogni dove. Ecco la recensione

Di Alessandra Peluso

Balza agli occhi, e non può essere altrimenti, la sala di un cinema di Lecce, affollata di persone per la visione di un film; la sorpresa risiede nel fatto di non essere una commedia, o un un film di fantascienza, o un thriller, ma “Il giovane favoloso”, il film sulla vita del poeta Giacomo Leopardi. Si parla di poesia, pare un miraggio.
Che meraviglia! Esiste, e qui – la speranza mai a perdersi –  qualcuno che scommette sulla poesia. Qualcuno che ha voglia di rompere la solita quiete apparente, quella prudenza a volte noiosa ed esasperante della quotidianità.
Un film creato ad arte, immagini e paesaggi incantevoli tracciano la  vita del poeta dalla giovinezza sino all’età adulta.
A dispetto di chi afferma che la poesia non vende, non interessa – vuote opinioni direbbe il Leopardi – un regista ardito e di grande levatura come Mario Martone ha creduto sul valore della bellezza della poesia, regalandoci una produzione cinematografica di gran lunga meritevole. Magistrale l’interpretazione di Elio Germano. Commovente. Ogni parola, ogni gesto arde di passione e infiamma rompendo la noia, la malinconia di un tempo che scorre.
 

Fra poesia e filosofia, tra lo Zibaldone, le Operette morali, l’Infinito, Alla luna, avanza il film di una potenza descrittiva di immagini e parole perforanti. Le scene, attraverso la poesia di Leopardi, celebrano il trionfo della vita, dell’amore, della morte contro ogni sorta di superficialità che pervade ogni dove.
Giacomo Leopardi: il poeta dall’animo sensibile, rivoluzionario, animato dalla ricerca del dubbio e della verità per amore della vita, voglioso di vivere. Altro che pessimismo, vacua parola, sentenzia il poeta nel film; Elio Germano, l’attore che interpreta Leopardi sembra davvero il poeta, senza finzioni. Geniale, carismatico.    
 

E la ginestra poi, sulle pendici del Vesuvio, lascia senza fiato. Così sono uscita dal cinema, senza fiato, quasi in uno stato estatico, per catapultarmi poi nella realtà, ed è solitudine; certa, però, di credere fermamente che la poesia, quella con la “p” maiuscola, quella che investe dall’alto, è necessaria, indispensabile meglio, e oltre a produrre guadagni – come accadrà al film -, dimostra il valore sublime, quantomai vitale.
Tuttavia, di favoloso è sembrato il pubblico giovanile, dei ragazzi che al termine del film hanno applaudito con compostezza e riconoscenza. È un esempio evidente di una passione, di un entusiasmo, cercati dal nostro poeta incessantemente e mai come oggi fondamentali ad ognuno per vivere, affrontare l’esistenza nel migliore dei modi possibili.