Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » CoffeeBreak » Free Birds, quando l’eroe è il tacchino

Free Birds, quando l’eroe è il tacchino

di Stefania Pizzi

Reggie e Jake sono due tacchini che provano, attraverso una particolare ed esilarante macchina del tempo, a cambiare il loro destino di animali all’ingrasso e quello di tutti i tacchini del mondo. Come? Tornando indietro all’anno 1600 circa, e combattendo contro i cacciatori dell’epoca per fare in modo che sparisca dalla tavole e dal menu il tacchino. I due protagonisti si inseriranno nella diversa e rigidamente regolamentata comunità dei tacchini, Reggie troverà l’amore e Jake sarà determinante nel bene e nel male per l’esito positivo finale. “E’ stato un piacere e un onore lavorare con Jimmy che ha una visione molto articolata di ogni momento artistico del processo di realizzazione” dice il compositore Dominic Lewis a proposito del regista Jimmy Hayward. In effetti il regista al suo secondo film d’animazione, dopo Ortone e il mondo dei Chi curato nei minimi particolari e dalla storia molto originale e finemente tratteggiata, ha come evidente peculiarità una approfondita cura del personaggio animato, disegnato e caratterizzato che però, nel caso di Tacchini in fuga, non restituisce uguale riscontro nella trama e nella sceneggiatura. La storia del tacchino Reggie, che dall’allevamento al piatto ha ancora poco tempo a disposizione e cerca di spiegarlo affannosamente alla massa dei suoi compagni (attratti dal mais senza capirne il fine), attrae sin da subito lo spettatore. Ma frettolosamente si passa al momento della grazia concessa a Reggie dal Presidente americano e all’incontro con Jake che propone a Reggie di far fronte comune per liberare tutti i tacchini dalla loro sorte funesta. Quindi entrambi entrano nel palazzo presidenziale dei poteri e in men che non si dica si trovano catapultati nella macchina del tempo Steve.

tacchini in fuga ape
 

BANNER

Fortunatamente ritmo e ironia sono aspetti che mai mancano nel film e sono ben dosati per un pubblico infantile medio, target al quale il film si rivolge, e compensano i buchi di senso temporale che talvolta la pellicola rivela. La parte centrale del film è quella riuscita meglio: i due tacchini protagonisti, molto diversi per carattere e per fisionomia, intraprendono una gradevole avventura nel 1621 e si inseriscono nella comunità di pennuti con regole e usanze sconosciute ai due. Reggie incrocia lo sguardo e il cuore di Jenny, la figlia del Comandante dei tacchini ribelli, e se ne innamora perdutamente. Il contrasto fra i tacchini che vivono sotto il bosco (la comunità dei tacchini gerarchica e laboriosa è ben rappresentata) e i cacciatori che vogliono stanarli per sfamare la comunità dei coloni nell’imminente Festa del Raccolto si inasprisce: Reggie e Jake insieme ai tacchini combattono la battaglia finale che all’inizio si mette male per i nostri amici volatili e poi con un simpatico stratagemma ‘temporale-alimentare’…..si risolve in un aspettato lieto fine. La svolta finale stupisce lo spettatore, ma non abbastanza. Il ritorno ai giorni nostri dei due tacchini con nostalgico viaggio indietro nel passato è confuso, la sensazione di compiutezza del film è fragile. Free Birds è globalmente ben disegnato e cromaticamente superbo, la costruzione del mondo del 1600 è, rispetto al resto, molto affascinante e ottimamente riuscita. Una menzione speciale al valore che il film trasmette volutamente mettendolo al centro della storia: l’amicizia. Quella fra i due protagonisti, quella della comunità dei tacchini del passato: tacchini di allevamento e tacchini selvatici accomunati dallo stesso sentimento oltre il tempo.