“La grande bellezza”, il nuovo film di Paolo Sorrentino, è uno dei tre film italiani in concorso al Festival del Cinema di Cannes. Sorrentino torna a lavorare con Toni Servillo affiancato da Sabrina Ferilli e Carlo Verdone. Ideato e scritto dallo stesso Sorrentino con Umberto Contarello, il film è ambientato e girato a Roma. Presenta uno spaccato della società capitolina raccontato da Jep Gambardella, 65 anni, scrittore e giornalista. Un uomo disincantato che frequenta l’alta società romana composta da politici, criminali d’alto bordo, attori, nobili decaduti, prelati che si presenta corrotta e cinica, dai rapporti incosistenti, potente e deprimente. Così Jep pesca nei ricordi, deluso dal presente. Roma fa da sfondo bellissima e indifferente.
AFFARI VI RACCONTA…”LA GRANDE BELLEZZA”
di Linda Irico
“La grande bellezza” di Paolo Sorrentino è un quadro a tinte forti in cui sono dipinti gli aspetti più distanti della nostra vita: la poesia e la volgarità. Il regista, premiato dalla giuria di Cannes per “Il Divo”, torna sulla Croisette con un ritratto disincantato delle contraddizioni umane: più che denunciare il malcostume di questo Paese, Sorrentino decide di mostrarci come il meglio e il peggio dei nostri tempi convivano fianco a fianco per le nostre strade e nei palazzi.
Attraverso gli occhi di Jep Gambardella, scrittore e giornalista al vertice della mondanità romana, osserviamo il circo dell’alta società, fatta di ricchi annoiati e feste scatenate a base di musica dance, balli di gruppo, drink e coca. Ma quando la notte finisce sono le persone normali a riequilibrare il mondo distorto dipinto da Sorrentino: suore che non hanno abbandonato la fede per dedicarsi ai party, coppie che si amano senza il bisogno di cercare il divertimento ad ogni costo, donne la cui ingenuità non è ancora stata corrotta dal bisogno di apparire. All’ultima categoria appartiene anche il personaggio interpretato da Sabrina Ferilli: Ramona, spogliarellista quarantenne, si rivela una ventata di aria fresca nella vita monotona di Jep, interpretato magistralmente da Toni Servillo.
Nonostante per la sua appariscenza possa facilmente confondersi con le maschere che riempiono le notti romane, Ramona ne rimane distante nell’animo, tanto da conquistare il protagonista, riaccendendo in lui la speranza che la “bellezza” non sia ancora stata inghiottita dallo squallore. Una Ferilli in grande spolvero che dà prova di poter recitare con successo anche al di fuori di fiction e cinepanettoni. Ottima prova anche quella di Carlo Verdone, nei panni di Romano, amico di Jep incapace da uscire dalla sua ombra. Messe da parte le ambizioni per il teatro e per una donna impossibile, il personaggio di Verdone compirà quello che il protagonista non riesce a fare: lasciare il mondo del grottesco per tornare alle origini, alla semplicità, al “paese”.
Unica nota stonata nella pellicola gli effetti speciali riguardanti gli animali: mal si adatta infatti la realtà virtuale al bisogno di mostrare la verità, per quanto cruda, come avviene durante tutto il film. Ma si tatta di un dettaglio tralasciabile a cui si può rispondere con le stesse parole usate da Jep Gambardella per riassumere tutto quello che gli accade attorno: “Non importa, tanto è solo un trucco”.

