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Gubitosi difende Fazio. L’ira di Brunetta: “Insulta la Vigilanza”

Non si placa la polemica sui compensi Rai scatenata da Renato Brunetta. Da Viale Mazzini arrivano i rinforzi contro l’esponente Pdl che ha voluto fare i conti in tasca a Fabio Fazio. Il dg Luigi Gubitosi risponde così agli attacchi contro il conduttore di Che tempo Che fa: “Ci sono professionalità, come quella di Fazio ma anche altre, che sono un grande valore per la Rai e per i telespettatori. Fazio peraltro non è un costo per l’azienda, ma una fonte di profitto e garantisce un’informazione trasparente, seria e di altissima qualità”. Oltre al direttore generale sono scesi in campo anche i consiglieri di amministrazione Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, ma non si è fatto attendere il contrattacco di Renato Brunetta, che ammonisce: “Il direttore generale Gubitosi e’ impudente, insulta non solo noi ma anche il presidente Cardani“.

 

Tobagi-Colombo: “Vertice azienda passiva attacchi Brunetta” – “Chi difende la Rai da attacchi gratuiti? Siamo sconcertati dalla passivita’ di Rai di fronte all’ingiustificato atteggiamento dell’on. Renato Brunetta nei confronti di Fabio Fazio nella trasmissione ‘Che tempo che fa’ del 13 ottobre, passivita’ mantenuta nonostante i ripetuti solleciti ad emettere una nota ufficiale”. Lo affermano i consiglieri Rai Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo in una nota congiunta dove si sottolinea che “il silenzio della dirigenza ci obbliga a un intervento, che avremmo volentieri evitato, per ristabilire la correttezza su alcuni fatti”. I due scrivono che “Brunetta ha accusato Fabio Fazio di non dire il vero quando questi chiariva che il suo programma – lungi dall’alimentare il ‘buco’ di bilancio o sprecare soldi pubblici – si ripaga con la pubblicita’. Eppure, stando alle informazioni di cui disponiamo come amministratori, Fazio ha detto il vero, anzi ‘Che tempo che fa’ addirittura guadagna – come ha sottolineato ieri anche la collega Todini (altro componente del Cda di viale Mazzini, ndr)”. Inoltre, “l’on. Brunetta ha accusato la Rai – aggiungono Tobagi e Colombo – di violare la legge perche’ non pubblica i compensi dei suoi artisti e conduttori. Ma in verita’ non esiste un obbligo dell’azienda a tale pubblicazione. La legge (decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33) obbliga le amministrazioni pubbliche, per trasparenza, a fornire dettagli anche sulle cifre dei compensi di dirigenti e collaboratori. Ma, secondo due ordinanze delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (ordinanze n. 28329 e 28330 del 22 dicembre 2011), Rai non e’ ‘in alcun modo annoverabile tra le pubbliche amministrazioni’, come definite ai sensi di altre norme”.La Rai e’ quindi un “ibrido”: societa’ per azioni di diritto privato che agisce commercialmente in un mercato concorrenziale, “pero’ ad azionariato completamente pubblico. Il problema andrebbe affrontato nelle sedi opportune, certo. Ma intanto l’obbligo di pubblicare tutti i compensi non sussiste”.

In proposito – e’ scritto ancora nella nota dei due consiglieri di nomina, come volle l’allora segretario del Pd Bersani, della cosiddetta ‘societa’ civile’ – “si e’ visto in questi giorni come la divulgazione di dati, peraltro non verificati, abbia causato la rottura della trattativa con un noto artista”. I compensi sono “dati sensibili la cui divulgazione puo’ alterare pesantemente la concorrenza nel settore radiotelevisivo, gia’ gravato dalla cappa del conflitto d’interessi, e danneggiare la Rai (quindi anche e soprattutto i contribuenti che pagano il canone). Solo incidentalmente notiamo che il tema della tutela della libera concorrenza dovrebbe essere tenuto particolarmente presente dal capogruppo del partito capeggiato dal maggiore azionista del principale concorrente della Rai”, concludono Tobagi e Colombo.

 

Brunetta, Gubitosi insulta la vigilanza e l’Agcom – “Il direttore generale Gubitosi e’ impudente” nel negare lo squilibrio in alcune trasmissioni televisive “come ‘Che tempo che fa’” e per le quali “proprio l’Agcom ha chiesto un rie quilibrio. Durissimo attacco del capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta in avvio dei lavori della seduta della commissione di vigilanza Rai dedicata all’audizione del presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, sul nuovo contratto di servizio. Brunetta ha definito “insultanti” le dichiarazioni di Gubitosi (riportate da organi di informazioen in tarda mattinata, ndr), “insultanti nei confronti della vigilanza e dell’Agcom”.

“Evidentemente – ha aggiunto il capogruppo Pdl a Montecitorio – l’istruttoria Agcom non e’ tenuta in alcun conto dal direttore generale che si permette di dire esattamente il contrario insultando non solo noi ma anche il presidente Cardani”. E quest’ultimo in avvio della lettura della sua relazione sul contratto di servizio 2013-2015 ha annunciato che si riservava, al termine dell’audizione, di fare dichiarazioni a proposito delle parole di Gubitosi.