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Max Pezzali ad Affari: “Vi racconto Max 2.0. La mia canzone a cui sono più affezionato? Gli anni”

MAX20 cover

ECCO LA TRACK LIST DI MAX 2.0 CON TUTTI I DUETTI

01. Welcome mr. President
02. Il Presidente di tutto il mondo
03. I Cowboy Non Mollano
04. Ragazzo inadeguato
05. L’universo tranne noi
06. Tieni Il Tempo 2013 feat. Lorenzo Jovanotti Cherubini
07. Lo Strano Percorso feat. Eros Ramazzotti;
08. Ti Sento Vivere feat. Giuliano Sangiorgi
09. Gli Anni feat. Cesare Cremonini
10. Come mai feat. Claudio Baglioni
11. Sei Un Mito feat. Fiorello
12. Quello Che Capita feat. Antonello Venditti
13. Sei Fantastica feat. Raf
14. Come Deve Andare feat. Davide Van De Sfroos
15. Nessun Rimpianto feat. Nek
16. Eccoti feat. Francesco Renga
17. La dura legge del gol feat. Edoardo Bennato
18. Rotta x Casa Di Dio feat. Gianluca Grignani
19. Nord Sud Ovest Est feat. Elio
 

Di Giordano Brega

Vola in alto, “MAX 20” , il nuovo disco di Max Pezzali  pubblicato il 4 giugno nei negozi e negli store digitali, sempre ai vertici della classifica di vendita. E il cantante nato a Pavia si racconta in un’intervista ad Affari. Nei cinque inediti non c’è solo l’amore de “L’Universo tranne noi”, ma anche quattro pezzi che raccontano il mondo contemporaneo: “Una realtà in cui la forma ha preso definitivamente il sopravvento definitivamente sulla sostanza. Noi ci nutriamo eccessivamente di apparenza e ironizzo molto su queste cose”. Max ripercorre la sua carriera. “La canzone a cui sono più affezionato? Gli anni. Ma “Quello che capita” e il pezzo che mi piace di più”. E poi…

ECCO L’INTERVISTA

Cosa racconta nei cinque nuovi inediti contenuti in MAX 2.0?
“L’Universo tranne noi è essenzialmente un lento d’amore e fa gruppo a sè. Gli altri quattro pezzi hanno attinenza con il mondo contemporaneo. Una realtà in cui la forma ha preso definitivamente il sopravvento sulla sostanza. Noi ci nutriamo eccessivamente di apparenza e ironizzo molto su queste cose. “Welcome mr. President” e “Il Presidente di tutto il mondo” sono nate dalla collaborazione a distanza tra me e Mauro Repetto (con cui Max fondò gli 883, ndr) e si basano sull’assunto che ormai la politica, anche in Italia, è diventata semplicemente un affare di marketing e di immagine, come accade per la vendita di qualunque altro bene o servizio. Di conseguenza non è più importante quello che si dice, ma come lo si dice. Più del contenuto pesa il contenitore, l’abito, il taglio di capelli, quanto riesci a essere convincente. Anche perché viviamo in un mondo in cui la gente vuole che gli si dica… ciò che vuole sentirsi dire”.

Poi c’è “Ragazzo inadeguato”…
“Anche in questo caso, in un’epoca di grande estetica, se non sei perfettamente aderente al modello dominante dal punto di vista estetico vieni per forza considerato inadeguato, c’è sempre qualcosa che non va in te”

Quindi troviamo “I Cowboy Non Mollano”
“Lì immagino il nostro tempo come una specie di Far West. Orde di avventurieri e imbonitori arrivano e derubano il paese. In realtà però entra in scena un padre che dice al figlio ‘E’ vero che ci sono tutti questi problemi, ma noi siamo cowboy, abbiamo la forza della gente semplice. E quando si cade da cavallo, i cow boy risalgono in sella al galoppo’…”. 

Max Pezzali p

Le altre canzoni di MAX 2.0 sono i suoi grandi successi del passato. In base a cosa li ha scelti in rapporto al fatto che sono stati proposti attraverso dei duetti con molti big della musica italiana?
“Le due cose sono state necessariamente collegate. Siamo partiti da alcune canzoni di cui già conoscevamo il risultato. Ad esempio, con Claudio Baglioni “Come Mai” l’avevamo già fatta in una trasmissione televisiva. Stesso discorso su “Sei un Mito” con Fiorello (al Karaoke e a “Stasera pago io”, ndr). In altri casi invece abbiamo dovuto immaginare quale pezzo andasse bene per l’artista in base alle sue caratteristiche. Credo che i risultati siano stati all’altezza delle aspettative. Anzi, forse molto di più, perché ci sono alcune canzoni che sembrano quasi appartenere più all’ospite che non a me”.

Ormai è dal 1991 che lei è sulla ribalta delle scene. Proviamo a cercare un ricordo, un flashback per ogni album. Partendo ovviamente dall’esordio con Hanno ucciso l’Uomo Ragno…
“Ricordo la registrazione, che facevo nei ritagli di tempo. All’epoca infatti ero in Croce Rossa con il servizio civile. Finivo il turno e senza neanche cambiarmi prendevo la mia Mini e andavo a Milano. Si registrava a volte di sera, a volte di notte. C’era un atteggiamento con spirito pionieristico”

Tra l’altro Hanno ucciso l’Uomo Ragno venne rifiutata da molti produttori prima di venire presa e messa in onda…
“Sì, l’aveva rifiutata chiunque. Dicevano ‘ma di cosa parla, che senso ha’… “

Passa un anno ed è già tempo di Nord Sud Ovest Est. Cosa cambia in quel breve periodo?
“Andammo in America a girare i videoclip, potevamo disporre di un budget molto più alto per i video. Sino a quel momento noi eravamo stati un fenomeno solo radiofonico e non televisivo. E’ l’album in cui scopriamo il mondo”

Seguono due album ancora fumettistici…
“La donna, il sogno e il grande incubo è il primo senza Mauro Repetto. Ha caratterizzato la presenza de “Gli anni”, la canzone più importante di quell’album. Con la Dura legge del Gol si passa dal fumetto alle figurine. Con la metafora calcio-vita nel pezzo chiave, cercando di raccontare a modo mio che è più importante come si gioca del risultato. Sono due album che rappresentano un po’ un’evoluzione. “Gli anni” poi è una delle prime canzoni mie come fosse quasi un pezzo da solista”.

Gli anni d’oro… del grande Real. E’ in onore al Madrid di Santillana ‘anni 80 che batteva la sua Inter nelle semifinali di Coppa Uefa?
“Certo, era devastante perché l’Inter non riusciva a uscirne viva dal Santiago Bernabeu. Già solo a sentire i loro nomi facevano paura. Ricordo il Buitre (Emilio Butragueno, centravanti dei blancos, ndr)…” 

La Dura Legge del Gol passa il testimone nel 1999 a Grazie Mille…
“Ho un ricordo specifico del video girato a Monaco. Ricordo l’attesa dell’eclissi solare, correlata a quest’idea di attesa di cambio di millennio. C’era una sorta di grande ottimismo per il millennio che stava arrivando”

E infatti saltiamo nel racconto di… un millennio. Nel maggio del 2004 è la volta de “Il mondo insieme a te”…
“E’ il primo album con la fine della fase 883 e l’inizio di quella… Max Pezzali”

Era anche una nuova fase di vita?
“Mi ero trasferito a Roma con mia moglie. C’era una sorta di ricerca della stabilità. La canzone “Il mondo insieme a te” per struttura penso che sia ancora oggi una delle più belle che ho scritto”

Ci avviciniamo al presente. Da Time Out del 2007 a Terraferma del febbraio 2011
“Sono gli album della riflessione. Il tentativo di razionalizzare un momento storico molto difficile e generale nel mondo intorno a noi. Un mondo che risulta essere sempre meno comprensbile e decodificabile, quindi c’è un tentativo di rifugiarsi nel privato per riuscire a sopportare l’esterno”

Chiudendo l’excursus tra oltre vent’anni di canzoni qual è quella a cui è più affezionato?
“Gli anni. Ma quella che mi piace di più è “Quello che capita”… “

Ce n’è invece una che la sente un po’ soffocare? Che magari ha meno voglia di cantare malgrado i fan la chiedano?
“Non mi sento soffocare neanche con “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”. Mi diverto a fare anche quei pezzi che sento più lontani da me, magari dal punto di vista anagrafico. In realtà poi mi ricordano qualche periodo e mi fanno ridere”