di Antonio Leone
Prima di vedere La Grande Bellezza pensavo che fosse la rappresentazione della volgarità del solito regista, che evidentemente ha “trovato” il filone e si è ben inserito. Così come pensavo che l’attore ripetesse la solita espressione, privata della capacità di diversificare espressioni e ruoli ed altrettanto dell’attrice che rende bene solo in pubblicità televisiva e che è meglio perduri. Sono stato costretto da amici a vedere il film ed ho avuto la prevedibile conferma della volgarità, della monotonia espressiva e di un copione che si é fermato al secolo scorso, senza contestualizzarsi e riuscendo anche a peggiorarsi. E’ comparso persino il monotono maschilismo, infarcito di parolacce. Sono apparse le immancabili scene da film pornografico. Accostamenti da copia ed incolla con mezzo secolo “trascorso” invano. Peggio dell’era volgare che viviamo. Nemmeno attuale. Immagino la qualità degli altri film.

