Una mostra al Jewish Museum di Camden Town, a Londra, racconta Amy Winehouse, la cantante scomparsa due anni fa proprio nella sua casa nella capitale britannica: i suoi dischi preferiti e quelli che ha inciso durante la carriera, i vestiti e le scarpe che ha indossato sul palco e non, i libri e le foto di famiglia. Tra i pezzi forti anche la domanda di ammissione che presentò alla Sylvia Young Theatre School e la descrive alla perfezione.”Lei parlava di quanto volesse recitare nel West End, voleva cantare e che la gente ascoltasse la sua voce per dimenticare i problemi. Per essere una ragazza di 14 anni era molto ambiziosa, ma anche molto onesta sui suoi difetti: diceva di essere chiassosa a scuola e di voler imparare a cantare senza diventare per forza accademica” spiega la curatrice Elizabeth Selby. Nelle foto di famiglia si vede Amy bambina e già dalle sue pose si intuiva il suo spirito ribelle e la voglia di esibirsi. Ma la mostra non indugia sui dettagli strappalacrime.“Non vogliamo entrare nei dettagli, vogliamo solo mostrare un altro lato di lei, quello che la gente non ha mai visto prima”.

