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Venezia 2013 subito calda con George Clooney e… l’arbitro corrotto di Accorsi

LA STAMPA APPLAUDE ‘GRAVITY’ CON GEORGE CLOONEY – La stampa applaude “Gravity” di Alfonso Cuaron, film d’apertura della 70esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. I due dispersi nello spazio Matt Kowalsky (George Clooney), astronauta veterano, e la neofita dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock), hanno tenuto con il fiato sospeso i giornalisti. Unico inconveniente: mezz’ora di ritardo della proiezione per problemi dovuti agli occhialini 3D.

george clooney

Si aprono i giochi al Festival di Venezia 2013. 

Programma molto intenso e un buon pezzo di Hollywood che sarà ospite anche quest’anno al Lido. Si parte in quinta con il duo George Clooney-Sandra Bullock e il thriller fantascientifico Gravity di Alfonso Cuarò.

Quindi tocca a William Friedkin (L’esorcista) che quest’anno ha l’onore di ricevere il Leone d’oro alla carriera. Sulla passerella sono anche previsti di seguito Mia Wasikowska, Nicolas Cage, la coppia “hot” di The Canyons composta da Lindsay Lohan e dal pornodivo Usa James Deen. Il fine settimana? Menù forte grazie a Judi Dench, Dakota Fanning, James Franco atteso alla regia con Child of God (in concorso) e protagonista in Palo Alto, Daniel Radcliffe e Zac Efron.

Gli italiani? Molti i nomi forti in lista. Paola Cortellesi e Carolina Crescentini, quindi a Luca Argentero, Stefano Accorsi, Alba Rohrwacher, Valerio Mastandrea e Antonio Albanese. Senza dimenticare Emma Dante, Maria Rosaria Omaggio. E ciliegina sulla torta, Tinto Brass e Serena Grandi che accompagneranno il documentario Istintobrass. Tra i grandi registi ecco poi il presidente di giuria Bernardo Bertolucci, Ettore Scola, Francesco Rosi e Carlo Lizzani.

ACCORSI, “L’ARBITRO, COMMEDIA SUL CALCIO” – “L’arbitro di Paolo Zucca e’ una commedia surreale sul mondo del calcio, ma dietro il tono grottesco e il bianco e nero si cela la verita’ su un mondo complesso”, sono le parole di Stefano Accorsi che a Venezia ha presentato L’arbitro (nelle sale dal 12 settembre), film d’apertura delle Giornate degli Autori. E aggiunge: “Comunque solo un grande appassionato di calcio poteva cimentarsi in un film su un universo che e’ considerato quasi una religione. Nella pellicola c’e’ tanta ironia, sarcasmo e anche tanto affetto per questo sport”. Accorsi interpreta Cruciani, un arbitro corrotto che punta a dirigere la finale di champions league, ma finira’ a utilizzare il suo fischietto nella finale di un campionato interregionale in Sardegna. L’atletico Pabarile, guidata da un allenatore cieco (Benito Urgu) per la prima volta intravede la vetta della classifica grazie all’arrivo nella cittadina di un giovane emigrato, Matzutzi. Il neo “acquisto” portera’ la squadra di casa a giocarsi la finale con l’avversario di sempre, il Montecrastu. Ma qualcosa va storto: la corruzione regna anche in un microcosmo come questo. Non manchera’ la storia d’amore tra una paesana un po’ smemorata, Miranda (Geppi Cucciari), e l’astro nascente Matzutzi. “Ho scelto il bianco e nero con la volonta’ di astrarre il film dall’attualita’ – afferma il regista – ma per chi ha occhi per leggere, dietro la patina surreale si nasconde molto della realta’”. Zucca sembra volersi estraniare da un contesto, ma alcuni riferimenti al mondo vero ci sono, come la lettera inviata a Cruciani firmata Michel (Platini?) o il nome dell’arbitro corrotto che dirige la partita cruciale dell’Atletico Pabarile, Mureno, che rimanda al disastroso arbitro Moreno dei Mondiali di Calcio del 2002. “Ho accettato di fare questo ruolo perche’ era sui generis- dichiara Accorsi – mi affascina sempre quando un regista racconta qualcosa di personale, inesplorato e con una certa dose incoscienza”.