Richard Gere, l’ex Ufficiale Gentiluomo che da qualche anno ha abbracciato la fede buddista si racconta a Grazia, il settimanale diretto da Silvia Grilli in edicola questa settimana. Vedremo il celebre attore in Time out of mind, al Festival di Roma a novembre. Diretto da Owen Moverman, ha per protagonista un senzatetto in cerca di un rifugio a New York. Usciranno altri due film interpretati da Gere. In Franny di Andrew Renzi, capelli lunghi sulle spalle, è un filantropo che s’insinua nella vita di una giovane coppia. In The Best Luxotic Marigold Hotel, regia di John Madden, recita con le dame del cinema inglese Judi Dench e Maggie Smith.
Gere dichiara al settimanale per quale genere di film è più incline: “Sarei più portato al dramma, ma ho interpretato con gioia tante commedie. La differenza conta poco: ieri come oggi voglio portare sullo schermo degli esseri umani, con i loro problemi e i loro sentimenti”.
Della sua visione del successo Gere dichiara: “Da giovane ero divorato dalla voglia di fare bene il mio lavoro per essere visibile, poi il cinema è diventato un mezzo per trasmettere contenuti positivi. Posso aver girato dei film sbagliati, ma sono sempre stato guidato dal senso di responsabilità. E non ho mai dato nulla per scontato. Non credo di aver meritato tutto il successo che ho avuto”.
E conclude: “Io continuo a interpretare dei film che abbiano qualcosa da comunicare. Un attore famoso ha una grande responsabilità”.

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Richard Gere: ” Posso aver girato dei film sbagliati, ma sono sempre stato guidato dal senso di responsabilità. Io continuo a interpretare dei film che abbiano qualcosa da comunicare”
