di Stefania Pizzi
La settimana cinematografica italiana in corso estrae dal cilindro due pezzi pregiati:I segreti di Osage County e Dallas Buyers Club rispettivamente con Maryl Streep e Matthew McConaughey protagonisti, candidati agli Oscar 2014. Meritatamente. Grazie anche ai rispettivi comprimari, Julia Roberts e Jared Leto, anche essi candidati alle ambite statuette come non protagonisti, assistiamo ad interpretazioni preziose, uniche, di quelle che lasciano il segno nella mente e nel cuore dello spettatore, anche perché incorniciate in storie altrettanto forti, emozionanti e ben costruite.
Una spanna sopra tutti, si erge però, Ron Woodroof/McConaughey: cowboy, donnaiolo, dedito alle scommesse e all’alcol, scopre di essere sieropositivo con Aids conclamato. Diagnosi: trenta giorni. Grazie alla sua tenacia, la vita di Ron subisce un feroce cambiamento che annienta amici codardi e suoi stessi pregiudizi (verso il mondo omosessuale ad esempio, ancora creduto l’unico ad essere colpito dal virus): egli affronta la malattia e la tiene a bada per molto più di trenta giorni. Non c’è pietismo né enfasi gratuita nel mostrare tutto ciò: un film ottimo nella sceneggiatura, nella regia e nella struttura, si erge a ‘film da non perdere’ grazie all’interpretazione maschile di un McConaughey sorprendente.
E mentre non sorprende la dark lady, qui spesso ripresa con occhiali neri e parrucca nera (sopra capelli radi per un cancro a causa del quale usa e abusa di farmaci che la stravolgono), Violet/Meryl Streep, anzi, se possibile, conferma la sua immensa versatilità attoriale in un dramma psicologico/familiare (tratto dall’omonima pièce teatrale di Tracy Letts) dai toni ironici e crudeli, stupisce (a parere di chi scrive potrebbe portare a casa l’ Oscar) Julia Roberts, la figlia maggiore Barbara. Madre e figlia inscenano un rapporto di amore/odio teso, che si fa linea portante del film e ne costituisce una parte essenziale. Rispetto a DALLAS BUYERS CLUB, I SEGRETI DI OSAGE COUNTY resta una piccola perla contenente buone e ottime interpretazioni, che potenzialmente poteva diventare un capolavoro probabilmente in mani più abili.

