“She’s the boss”. Inizia così l’articolo firmato da Sheryl Sandberg (attuale direttore esecutivo di Facebook) dedicato a Beyoncé (protagonista tra l’altro del presunto flirt con Obama), uno dei cento personaggi più influenti del 2014 per Time. Nella consueta classifica della rivista americana, dedicata alle icone, ai leader e agli artisti che più di altri hanno cambiato il mondo, la cantante pop si piazza in copertina. Tra gli altri nomi ci sono Papa Francesco, con un pezzo scritto da Barack Obama, Hillary Clinton, raccontata da Malala Yousafzai, John Kerry, descritto da Hillary Clinton, Robert Redford in un articolo di Harvey Weinstein e Cristaino Ronaldo in un ritratto di Pelè.
Fuori i vecchi leoni della finanza e della Silicon Valley, da Mark Zuckerberg a Tim Cook, dentro i creatori delle app che stanno cambiando il mondo. Nella lista c’è Travis Kalanick, la mente che sta dietro a Uber, il servizio che permette di viaggiare in città in auto senza prendere un taxi. Poi Pony Ma, leader di Tencent Holdings Limited, il colosso del web che cresce nel cuore della Silicon Valley cinese.
Time inserisce tra gli uomini di business anche l’indiano Arunachalam Muruganantham, fondatore di Apne Aap, la rete anti-stupri nata dopo l’ondata di violenza sulle donne che, nei mesi scorsi, ha scosso New Delhi. Inevitabile una menzione per Jeff Bezos, mister Amazon, “l’innovatore tecnologico più duraturo”: la sua società ha appena siglato un accordo pluriennale con Hbo che porta in esclusiva sul servizio di video a noleggio Prime Instant Video del colosso dell’e-commerce i migliori show del canale televisivo, da “Six Feet Under” ai “Sopranos”.





