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Costume
Cia Campania, un marchio unico regionale a tutela delle eccellenze del food

Un marchio unico della Regione Campania per il food e l’agroalimentare. E’ la proposta lanciata oggi dal presidente di Cia Campania, Alessandro Mastrocinque (nella foto), in occasione di un convegno sull’agricoltura. “La Campania vale da sola poco meno della metà dell’intero export agroalimentare meridionale (il 44%) eppure manca un marchio a tutela della salubrità e della eccellenza dei nostri prodotti nel mondo”, ha affermato Mastrocinque. “Per le aziende agricole piccole e medie sarebbe un aiuto fattivo che permetterebbe di avere più reddito nel contesto della filiera agroalimentare anche ai fini di investimenti aziendali futuri con un rapporto stimato da 1 a 10. Un ruolo centrale in questa operazione potrà essere svolto dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno che, grazie al capillare  lavoro di analisi già svolto sulle produzioni campane, potrà continuare a fugare ogni dubbio sia nei confronti dei consumatori finali sia verso il mercato nazionale ed internazionale. In Sicilia stanno discutendo un marchio realizzato su questo modello -ha spiegato Mastrocinque- e noi chiediamo alla Regione un investimento per la promozione, comunicazione e marketing al fine di poter veicolare il valore insito nei sapori della Campania in Italia e nel mondo. Per il rappresentante di Cia, nuovi agenti patogeni, anche a causa dei cambiamenti climatici, mettono a rischio il patrimonio vegetale italiano e regionale. Sono soprattutto le aree interne che registrano le maggiori difficoltà. “In questo contesto diventa fondamentale la ricerca privata e soprattutto pubblica per avere nuove varietà culturali certificate per esempio sulle nostre cultivar autoctone resistenti agli agenti patogeni ed ai cambiamenti climatici. Se non andiamo in questa direzione scomparirà il nostro patrimonio di bio-diversità”.

 

Infrastrutture viarie e digitali, siamo fuori dal mondo

Per dare sfogo alle potenzialità del sistema rurale campano Cia Campania ritiene fondamentale avere infrastrutture efficienti e tempi certi per il completamento di quelle in corso. Lo stesso vale per la banda larga. I comuni campani con servizi pienamente interattivi sono solo il 14% rispetto alla media nazionale del 19%. Solo il 4,4% della popolazione è servita da una rete a 100 Mbyte rispetto al 24% dell’Europa. Secondo un recente studio Nomisma, inoltre, solo 1 impresa agricola su 10 realizza almeno l’1% del proprio fatturato mediante vendite online, mentre l'incidenza media in Europa arriva all'1,7%.

Avere in Campania un’infrastrutturazione efficiente dal punto di vista materiale e immateriale ci permetterebbe di aumentare fortemente sia le possibilità di lavoro sia l’incremento del valore aggiunto nei vari settori dell’economia. Solo in agricoltura, oggi a 3,15 miliardi di euro di esportazione, nell’arco di pochi anni potremmo avere un dato che si aggira sui 4 miliardi di euro. 

 

Trasformazione dei prodotti agricoli, una legge per le imprese familiari.

Un'altra proposta avanzata da Cia Campania è un articolato di legge sulle norme per la produzione, trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli di esclusiva provenienza aziendale per la vendita diretta. “Cia Campania ha già consegnato una proposta in tal senso alla Commissione agricoltura. In pratica chiediamo -ha precisato Mastrocinque-  normative ad hoc per le piccole aziende agricole in modo che alle piccole imprese familiari vengano richiesti meno vincoli burocratici rispetto a quelli richiesti a grandi realtà industriali”.

 

Matera 2019 e Sannio Capitale europea del vino, unire le forze

Il presidente di Cia Campania ha infine avanzato la proposta di un coordinamento tra Basilicata e Campania affinché le are interne quest’anno sotto i riflettori dell’Europa siano inserite in un unico percorso di conoscenza teso a valorizzare le offerte di territori “minori” ma che invece sono ricchi di bellezza, di cultura del fare e di prodotti eccellenti.

 

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