L’omicidio è solo un “peccato occasionale”, che può essere cancellato con “un pentimento sincero”. Ed è meno grave della convivenza. Perché chi “si pone al di fuori del sacramento contraendo il matrimonio civile vive in una infedeltà continuativa”. Questa la tesi del parroco di Cameri, don Tarcisio Vicario, nel Novarese. Lo ha scritto nel bollettino consegnato durante la messa della domenica, scatenando le polemiche dei fedeli e diventando un caso nazionale.
“Per la Chiesa, che agisce in nome del Figlio di Dio, il matrimonio tra battezzati – si legge nel bollettino parrocchiale – è solo e sempre un sacramento. Il matrimonio civile e la convivenza non sono un sacramento. Pertanto chi si pone al di fuori del sacramento contraendo il matrimonio civile, vive una infedeltà continuativa. Non si tratta di un peccato occasionale (per esempio un omicidio), di una infedeltà per leggerezza o per abitudine che la coscienza richiama comunque al dovere di emendarsi attraverso un pentimento sincero e il proposito vero e fermo di allontanarsi dal peccato e dalle occasioni che conducono ad esso”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Vescovo di Novara Mons. Franco Giulio Brambilla, che ha definito una “inaccettabile equiparazione” quella fatta da don Tarcisio Vicario tra la convivenza e l’omicidio.
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