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Sinodo: nuovo questionario verifica la svolta sui divorziati

"La pastorale sacramentale nei riguardi dei divorziati risposati necessita di un ulteriore approfondimento, valutando anche la prassi ortodossa e tenendo presente 'la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti'". Lo afferma il nuovo questionario fatto preparare da Papa Francesco per interrogare nuovamente i fedeli in vista del Sinodo dell'ottobre 2015, che dovra' formulare proposte precise anche in tema di riammissione all'Eucaristia (e prima ancora ovviamente di assoluzione sacramentale) delle coppie di sposi alle quali resta impedito il matrimonio canonico in quanto uno dei coniugi e' divorziato.

La prassi ortodossa alla quale fa riferimento il testo pubblicato oggi (e della quale si era parlato al Sinodo dello scorso ottobre, sulla base anche dell'esperienza gia' tentata dal cardinale Christopher Schoenborn nella diocesi di Vienna) prevede un "cammino penitenziale" che precede una benedizione (non sacramentale) alla nuova coppia e la riammissione all'Eucaristia. Il testo presenta i quesiti parlando esplicitamente "della svolta pastorale che il Sinodo Straordinario ha iniziato a delineare, radicandosi nel Vaticano II e nel magistero di Papa Francesco". "Quali le prospettive in cui muoversi? Quali i passi possibili? Quali suggerimenti per ovviare a forme di impedimenti non dovute o non necessarie?" e in particolare "come promuovere l'individuazione di linee pastorali condivise a livello di Chiesa particolari? Come sviluppare al riguardo il dialogo tra le diverse Chiese particolari 'cum Petro e sub Petro'?", domanda la Segreteria del Sinodo ai fedeli cattolici e ai preti e vescovi del mondo. Il testo precisa in proposito che "nel dibattito sinodale e' stata evidenziata la necessita' di una pastorale retta dall'arte dell'accompagnamento, dando 'al nostro cammino il ritmo salutare della prossimita', con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che al medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana'", come chiesto dall'Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium". "E' necessario far di tutto perche' non si ricominci da zero, ma si assuma il cammino gia' fatto nel Sinodo Straordinario come punto di partenza", avverte il documento dei 'Lineamenta' del prossimo Sinodo, che si conclude con le 46 domande rivolte - su richiesta di Papa Francesco - "al popolo di Dio" dalla Segreteria del Sinodo.  

Dopo il primo questionario di 38 domande, che aveva messo in luce un consenso larghissimo da parte del "popolo di Dio" e la votazione sinodale del 18 ottobre che aveva registrato una consistente maggioranza ma non ancora quella - in genere necessaria nelle assemblee episcopali - dei due terzi proprio sul tema della comunione ai divorziati risposati (e sull'accoglienza verso le persone omosessuali) con questo secondo questionario, Papa Francesco vuole dunque aiutare la maturazione nella Chiesa di posizioni condivise sulle sfide del contesto attuale alla pastorale della famiglia. Lo scopo del nuovo questionario, spiega la Segreteria del Sinodo nella presentazione che accompagna le domande, e' "facilitare il dovuto realismo nella riflessione dei singoli episcopati, evitando che le loro risposte possano essere fornite secondo schemi e prospettive proprie di una pastorale meramente applicativa della dottrina, che non rispetterebbe le conclusioni dell'Assemblea sinodale straordinaria, e allontanerebbe la loro riflessione dal cammino ormai tracciato". Secondo la Segreteria del Sinodo, "e' importante lasciarsi guidare dalla svolta pastorale che il Sinodo Straordinario ha iniziato a delineare, radicandosi nel Vaticano II e nel magistero di Papa Francesco. Alle Conferenze Episcopali compete di continuare ad approfondirla, coinvolgendo, nella maniera piu' opportuna, tutte le componenti ecclesiali, concretizzandola nel loro specifico contesto".

I divorziati risposati, ha spiegato lo stesso Papa in un'intervista pubblicata domenica scorsa dal quotidiano argentino "La Nacion" "non sono scomunicati. Ma non possono essere padrini di battesimo, non possono leggere le letture a messa, non possono distribuire la comunione, non possono insegnare il catechismo, non possono fare sette cose: ho l'elenco. Se racconto questo, sembrerebbero scomunicati di fatto! Allora, aprire un po' di piu' le porte". Nell'intervista, Bergoglio ha osservato: "non e' una soluzione dargli la comunione. Questo soltanto non e' la soluzione: la soluzione e' l'integrazione". "Dopo aver considerato la bellezza dei matrimoni riusciti e delle famiglie solide, e aver apprezzato la testimonianza generosa di coloro che sono rimasti fedeli al vincolo pur essendo stati abbandonati dal coniuge, i pastori riuniti in Sinodo - afferma il testo che accompagna i nuovi quesiti - si sono chiesti, in modo aperto e coraggioso, non senza preoccupazione e cautela, quale sguardo deve rivolgere la Chiesa ai cattolici che sono uniti solo con vincolo civile, a coloro che ancora convivono e a coloro che dopo un valido matrimonio si sono divorziati e risposati civilmente". "Consapevoli degli evidenti limiti e delle imperfezioni presenti in cosi' diverse situazioni, i padri - chiarisce infine la Segreteria del Sinodo - hanno assunto positivamente la prospettiva indicata da Papa Francesco, secondo la quale 'senza sminuire il valore dell'ideale evangelico, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno'".

La domanda sulla prassi sacramentale per i divorziati e' preceduta e seguita da altri quesiti che ugualmente sono collegati al tema. "Come aiutare a capire - chiede il questionario - che nessuno e' escluso dalla misericordia di Dio e come esprimere questa verita' nell'azione pastorale della Chiesa verso le famiglie, in particolare quelle ferite e fragili?". E ancora: "Come possono i fedeli mostrare nei confronti delle persone non ancora giunte alla piena comprensione del dono di amore di Cristo, una attitudine di accoglienza e accompagnamento fiducioso, senza mai rinunciare all'annuncio delle esigenze del Vangelo?". "Che cosa e' possibile fare - recita la domanda successiva - perche' nelle varie forme di unione - in cui si possono riscontrare valori umani - l'uomo e la donna avvertano il rispetto, la fiducia e l'incoraggiamento a crescere nel bene da parte della Chiesa e siano aiutate a giungere alla pienezza del matrimonio cristiano?". "La comunita' cristiana - domanda inoltre il nuovo questionario - e' pronta a prendersi cura delle famiglie ferite per far sperimentare loro la misericordia del Padre? Come impegnarsi per rimuovere i fattori sociali ed economici che spesso le determinano? Quali passi compiuti e quali da fare per la crescita di questa azione e della consapevolezza missionaria che la sostiene?. Come promuovere l'individuazione di linee pastorali condivise a livello di Chiesa particolari? Come sviluppare al riguardo il dialogo tra le diverse Chiese particolari cum Petro e sub Petro?". Non manca poi una domanda sulle procedure di nullita', che rappresentato l'altra possibile via d'uscita dall'attuale impasse: "Come rendere piu' accessibili e agili, possibilmente gratuite, le procedure per il riconoscimento dei casi di nullita'?". Ne', infine, un quesito sui matrimoni tra cattolici e non cattolici: "la normativa attuale permette di dare risposte valide alle sfide poste dai matrimoni misti e da quelli interconfessionali? Occorre tenere conto di altri elementi?". 

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