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Essere donna? Costa 1.130 euro in più all’anno. Ma il web si rivolta

Essere donna? Costa 1.130 euro in più all’anno. Ma il web si rivolta
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Le femministe stanno lanciando la rivoluzione in Rete. Vogliono ribellarsi a quella che la rivista americana Forbes ha definito la ‘tassa sulle donne’. Ovvero il sovrapprezzo che, a parità di prodotto, le consumatrici pagano rispetto agli uomini. Dai rasoi ai servizi di lavanderia, essere una femmina costa ben 1.130 euro in più all’anno
Essere donna? Costa 1.130 euro in più all’anno. Ma il web si rivolta
Essere donna? Costa 1.130 euro in più all’anno. Ma il web si rivolta
Essere donna? Costa 1.130 euro in più all’anno. Ma il web si rivolta

Una lama di rasoio da donna è più affilata di una da uomo? Un deodorante per lei è più profumato di quello per lui? Un lassativo per gli intestini femminili è più efficace di quello per gli intestini maschili? No. A tutte queste domande la risposta è sempre negativa. Tuttavia, i prodotti per le donne sono venduti a prezzi più alti. Avviene così per tutto, o quasi:  spazzolini da denti, creme antirughe, zaini e una serie di altri prodotti e servizi. La denuncia arriva da Geraldine Franck, attivista femminista di Georgette Sand – un collettivo francese che da qualche tempo recensisce su Internet le differenze di prezzo tra prodotti simili ma destinati a sessi diversi. Una tendenza valida in più Paesi, dalla Francia agli Stati Uniti.

Come sottolinea poi il collettivo Tout à l’Ego, il ‘sovraprezzo’ per le donne ha di recente scatenato il dibattito negli Usa e la rivista economica “Forbes” ha perfino calcolato a quanto ammonta questa differenza, ribattezzata la “tassa sulle donne”. Ebbene, a conti fatti sono 1.400 dollari in più all’anno per le consumatrici. Ovvero 1.130 euro per chi abita al di qua dell’oceano. E “Forbes” sottolinea anche che a New York capita anche il lavaggio a secco di una camicia da donna costi 4 dollari in più perché “la macchina non è stata progettata per i vestiti più piccoli.” Eppure 3 donne su 4 guadagnano meno dei loro mariti.

In ogni caso, i francesi hanno deciso di non arrendersi. Georgette Sand  ha avvisato Pascale Boistard, Segretario di Stato per i diritti della donna, che ha subito reagisto aderendo all’iniziativa: ha postato su Twitter la foto di rasoio da donna e rasoi da uomo messi a confronto (vedi foto in alto). Una differenza di prezzo così ingiusta che anche il Ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, è rimasto colpito e sembra abbia intenzione di avviare un’indagine.

“Basta con i prodotti più cari per le donne!”, è poi l’obiettivo della petizione avviata dal collettivo, che ha già raccolto 40 mila firme. Perché al supermercato (per esempio Monoprix) 10 rasoi da uomo costano €1,72 e gli stessi rasoi identici, ma 5 e in una confezione rosa, costano €1,80?