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di Maria Carla Rota
twitter@MariaCarlaRota

Quella che ha fatto più scalpore è stata probabilmente Alessia Marcuzzi, che si è lasciata con Francesco Facchinetti quando la loro Mia aveva meno di due anni. Ma anche altre coppie famose si sono dette addio con un figlio piccolissimo: Aida Yespica e Leonardo Gonzales, Guendalina Canessa e Daniele Interrante, Morgan e Jessica Mazzoli (ma anche lo stesso Morgan e Asia Argento), perfino a suo tempo Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti. Casi che non sono così lontani da tante storie quotidiane. Anzi, sono in aumento, come denunciano psicologi e avvocati, le coppie che si separano quando il figlio ha pochi anni, a volte anche pochi mesi. 

E anche se non conosciamo le vere ragioni di queste "separazioni vip", negli studi professioniali invece emerge che per tanti altri il motivo scatenante, più o meno diretto, della rottura è proprio il nuovo arrivato.

Un fenomeno che viene analizzato dal libro "Figli che scoppiano la coppia” della nota psicologa Anna Maria Casale (Editore Aracne, 12 euro), con la prefazione dell’avv. Gian Ettore Gassani, Presidente Nazionale dell’AMI. Il volume sarà presentato per la prima volta a Roma sabato 19 ottobre 2013 presso l’Hotel Turner (Via Nomentana, 29  – Metro B Fermata Castro Pretorio). Affaritaliani.it l'ha intervistata in anteprima.

Il figlio è un terremoto per ogni coppia.
"Rompe l'equilibrio che si era creato tra le due individualità. Spesso si tratta di coppie già sfilacciate prima della nascita del figlio, anche se magari la crisi era latente e subdola. Le difficoltà legate al nuovo nato accrescono criticità già esistenti e ci si scontra sulle regole da dare al bambino. Uno degli elementi essenziali per superare questi momenti è la complicità tra i partner. Ci sono rapporti molto conflittuali, ma solidi, e altri, in cui apparentemente non si litiga mai, ma totalmente privi di complicità".

Quali sono i casi più frequenti che le si presentano?
"La donna che col figlio appena nato si sente una superdonna, un'eroina e pensa di poterlo gestire da sola è un caso ricorrente. Si illude di avere le energie fisiche e mentali sufficienti per non rinunciare a nulla: essere madre, moglie, lavoratrice. Col risultato che spesso si ritrova a essere praticamente un'ameba. Subentra la trascuretezza, fisica e psicologica, e si dimentica di avere un compagno, che viene involontariamente messo da parte. Se questa situazione durasse qualche mese non sarebbe un problema, ma spesso va avanti per un anno o due: decisamente troppo".

Un altro caso frequente è quello della coppia totalmente concentrata sul bambino.
"Entrambi i genitori si dedicano al neonato e non si ritagliano più spazi per "altro", ovvero per se stessi, per la coppia e per gli amici. E' importante continuare a uscire, insieme o anche singolarmente, come si faceva prima. Questo serve a ricordarsi di essere anche persone e partner, oltre che genitori. E, soprattutto, io do un consiglio: quando marito e moglie escono deve provare a non parlare dei figli. L'emotività si deve distogliere dalla quotidianità, altrimenti è inutile".

A proposito di consigli, nel libro lei dà anche un manuale di sopravvivenza per i neogenitori. Possiamo riassumere queste 'regole'?
"Sono undici consigli. Eccoli:
- Innanzitutto, ricordare che prima si è una coppia e poi si è genitori.
- Non temere di chiedere aiuto a parenti, amici o anche professionisti. Spesso si ha paura di ammettere che un figlio è una fatica, ma si deve superare questo senso di colpa.
- Non procrastinare tutto al "dopo". Il futuro non è così come ci immaginiamo. Se si accumulano rinunce su rinunce, poi ci si ritrova con un peso troppo gravoso per le cose non fatte.
- Non dimenticare che accanto a noi c'è un partner bisognoso di attenzione.
- Ritagliarsi degli spazi, per sè e per la coppia.
- Essere flessibili e pratici nella suddivisione dei doveri genitoriali. lasciare che i padri facciano i padri, innanzitutto, ma poi affidarsi anche a nonni e babysitter.
- Non sentirsi proprietari dei figli, lasciarli andar,e lasciarli crescere nel tempo.
- Fare ogni tanto una piccola sorpresa inaspettata al partner, magari coinvolgendo anche i figli, per sentirsi ancora un po' "fidanzati".
- Non aspettarsi di essere capiti senza parlare. Bisogna assolutamente comunicare, condividere le emozioni, aprirsi al dialogo. Solo così ci si può aiutare.
- Direi i giusti no aiuta i figli a crescere sicuri.
- Dare ai figli poche regolel chiare e di facile attuazione. Soprattutto concordate preventivamente tra mamma e papà".

alessia marcuzzi 500Guarda la gallery - Coppie vip scoppiate con figli piccoli

 

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