Nel corso del Congresso della Fiavet Lazio “La Fiavet indica la rotta”, tenutosi su una nave della Grimaldi Lines in rotta verso Barcellona, si è discusso sulle attività degli Agenti di Viaggio di Roma e del Lazio. La Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggio e Turismo è l’associazione di categoria delle agenzie di viaggio e più in generale delle imprese di turismo che opera da oltre 50 anni e raggruppa 16 associazioni regionali garantendo una copertura totale del territorio nazionale. Il principale obiettivo che si è dato il Congresso è stato quello di permettere ai propri Associati di far sentire la propria voce sui temi più importanti ed attuali della categoria, di confrontarsi a viso aperto sulle problematiche più scottanti e per porre le basi di un lavoro sempre più mirato ad ottenere dei risultati concreti.
Fra gli argomenti affrontati nel corso del Congresso vi è stato quello del Turismo Scolastico con i limiti e le opportunità consentite dal codice dei contratti, le professionalità che vengono negate nel rapporto con gli istituti scolastici e la ZTL di Roma. Secondo il Consigliere Fiavet Lazio Marco Zampieri «il turismo scolastico ha un suo senso. I ragazzi possono e devono circolare liberamente, il pullman prende i ragazzi vicino alla scuola e li porta fuori città senza circolare nel centro, pertanto non ha motivo far pagare una tassa per l’accesso alla ZTL ai pullman scolastici che transitano solo in città per portare da dentro a fuori Roma i clienti/scolari. È assurdo che il Comune di Roma pensi solo a fare cassa. Sono i ragazzi che pagano il balzello della tassa della ZTL». Continua Zamperi «oggi il codice dei contratti regola i rapporti delle Agenzie di Viaggio con la Pubblica Amministrazione. Il bando di gara, che è all’interno del contratto, crea grandi problemi in quanto i parametri sono tantissimi. La sola appartenenza alla Fiavet è considerata come una certificazione di qualità. Il M.e.P.A. (Mercato Elettronico Pubblica Amministrazione) è di libero accesso a tutti e dà la possibilità di registrarsi al portale nazionale. Al suo interno vi sono le gare degli istituti scolastici di tutta Italia e ciò amplia notevolmente la possibilità di lavoro. Una volta l’insegnante si rivolgeva all’Agenzia di Viaggio prima di organizzare il tour. Oggi le scuole sono tenute ad inserire il bando per il tour sul MePA e i colloqui si limitano a quelli tra Direttore Amministrativo e Agente di Viaggio. Occorrerebbe anteporre al momento decisionale di scelta affidata al Direttore Amministrativo una fase di programmazione durante la quale si auspica venga individuata una figura professionale che, interfacciandosi con l’Agente di Viaggio, possa aiutare a predisporre i programmi per i viaggi di studio dell’anno seguente. Si arriva all’assurdo che gli insegnanti non sanno nemmeno dove vanno i ragazzi». Conclude Zampieri «spesso le gare sono al massimo ribasso e ciò a discapito della qualità. Il turismo scolastico è da considerare un turismo di fascia A perché fa lavorare tutto il mondo del turismo da gennaio fino a maggio».
Gli fa eco il Consigliere Fiavet Lazio Fabio Benedetti secondo il quale
«le scuole non pagano i viaggi con i soldi pubblici, ma con quelli delle famiglie degli studenti. Oggi a differenza di dieci anni fa, le scuole saldano dopo molto tempo. Si è rivoluzionato tutto e occorrono notevoli finanziamenti bancari. Le scuole in autonomia possono fare quello che vogliono. Ora tutto è sottoposto all’accettazione delle condizioni sul MePA. Organizzare viaggi, ad esempio per 50 scuole, richiede capitali ingenti che non possono essere anticipati a causa delle lunghe tempistiche di pagamento. Vi sono poi tante aziende che si improvvisano a fare turismo scolastico senza la giusta licenza o professionalità».
La gita scolastica spesso viene avvertita dalle famiglie degli studenti in modo negativo ricordando gli incidenti occorsi negli scorsi anni.
Ernesto Mazzi, Presidente Fiavet Lazio commenta «siamo intervenuti presso il Ministero per sottolineare che tramite noi si possono avere le certezze del rispetto della normativa come per esempio avere la presenza di due autisti in caso di viaggio superiore alle 9 ore giornaliere, ovvero garantire un riposo non inferiore a 45 minuti per durate inferiori. Vi sono però aziende che operano al limite della legalità. Le scuole si devono rivolgere a chi ha le caratteristiche adeguate, le autorizzazioni e i requisiti di sicurezza contemplati dalle norme».
La scuola deve quindi garantire l’assoluta affidabilità e serietà dell’agenzia di viaggio, è obbligata ad avere almeno 5 preventivi il che porta ad un maggior lavoro per la scuola e pertanto la commissione scolastica spesso effettua un sorteggio per scegliere tra gli oltre 20 preventivi che riceve da tutt’Italia. Pertanto c’è il rischio che vinca il sorteggio e quindi la gara chi non ha esperienza nel settore del turismo scolastico.
Un’altra problematica è la rotazione che non consente alle agenzie di viaggio di partecipare ad una gara per una seconda volta, venendosi a perdere le conoscenze acquisite. Le conclusioni sono affidate al Presidente Fiavet Lazio, Ernesto Mazzi «sono soddisfatto dall’andamento del Congresso, sono venute fuori considerazioni fattive nel senso che abbiamo cercato di sciorinare quelli che sono i temi che affrontiamo tutti i giorni cercando di trovare delle soluzioni o dei percorsi da attuare. Ce ne sono ancora altre, cercheremo di metterci al lavoro con il dovuto impegno anche su questi temi».
In merito al messaggio che ci si era proposto per indicare la rotta « faccio mio quello che era il motto degli agenti di viaggio australiani: senza un agente di viaggio si è soli. Io credo – afferma il Presidente Mazzi – che sia un messaggio da rivolgere ai consumatori, senza un agente di viaggio sei solo, questo è il tema che in qualche modo vorremmo rivolgere all’esterno». Qual è dunque il futuro della professione? «io ritengo che sicuramente la professione è cambiata – sottolinea Mazzi – le richieste che ci giungono di nuove aperture di agenzie di viaggi dimostrano che c’è ancora gente che si approccia alla professione e questo vuol dire che c’è interesse per l’attività. Nonostante alcune chiusure, vedo che ci sono aziende che vanno avanti rinnovandosi e creando aree di consulenza sempre più importanti, a parte quelli più grossi e consolidati che necessariamente devono andare avanti». Dunque l’obiettivo di “indicare la rotta” ad una categoria che spesso si muove divisa ma che ha comuni obiettivi è stato raggiunto in pieno.

