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Il libro del talento. Trovare e coltivare il proprio e quello altrui, nel lavoro e nella vita

Con quali parametri misuriamo il nostro benessere? Su cosa possiamo puntare per condurre una buona esistenza? Quanto ognuno di noi può incidere nel determinare il successo o l'insuccesso della propria vita? In particolare, nella costruzione del successo personale e professionale contano i talenti? A questa ultima domanda in genere rispondiamo affermativamente, salvo poi rimanere incerti quando dobbiamo riconoscere ed elencare i nostri. L'autore, formatore e coach, scrive una favola che ha come protagonista una rana, Lara, alle prese con infelicità e frustrazione che stanno soffocando la vita nello stagno in cui sta con le compagne. Attraverso le loro avventure ne esplora significati e implicazioni; offre ai lettori un bel po'di spunti per avviare una riflessione personale e individuare e coltivare i propri talenti e quelli delle persone che ci vivono accanto (partner, figli, amici e familiari), ma anche di coloro che lavorano con noi e per noi (studenti, colleghi e collaboratori). Per diventare esploratori di se stessi, per scoprire la vera natura di quel bene prezioso che sta nel profondo di sé: un dono da coltivare in ogni stagione della vita.

L'autore

Cristiano Ghibaudo è formatore e coach
(Associate Certified Coach - International Coach Federation)
Da anni si occupa di comunicazione, formazione, formazione manageriale, orientamento e lavoro in team.
Opera con giovani e adulti in percorsi individuali e di gruppo.
Ha curato formazione e orientamento di centinaia di giovani in tutta Italia, sostenendo ragazze e
ragazzi nella fase di ideazione del proprio progetto di sviluppo personale e professionale, riflettendo e
lavorando su talenti, competenze e soft skills.
Ha progettato e realizzato percorsi di formazione e sviluppo per imprenditori, manager, primi livelli, impiegati, operai, commerciali, educatori, formatori, insegnanti e sportivi, utilizzando metodologie attive e action learning.
Collabora con aziende e organizzazioni di ogni tipo e dimensione, in tutta Italia (tra queste la Scuola di Alta Formazione al Management di Torino e L’Escuela Europea de Coaching).
È autore de Il libro del Talento ed. Sonda e Le rane che si credevano pesci, Sperling & Kupfer,
tradotto in diverse lingue.
È ideatore de ilmetodoLara® e di una serie di percorsi formativi per lo sviluppo delle soft skills personali e la valorizzazione dei talenti.

 

Il libro del talento. Trovare e coltivare il proprio e quello altrui, nel lavoro e nella vita
di Cristiano Ghibaudo
Editore Sonda
108 pagg 12,50 euro

 

Introduzione

Ho scritto questo libro grazie a una serie di domande che da tempo mi interpellano: con quali parametri possiamo misurare il nostro benessere?

Su che cosa possiamo puntare per cercare di condur-re una buona esistenza? Quanto ognuno di noi può incidere nel determinare il successo o l'insuccesso della propria vita?

Ciascuno di noi nutre il profondo desiderio e l'ambizione di avere una vita buona. All'epoca dei nostri nonni e presso le generazioni che ci hanno preceduto, per la maggior parte delle persone questo significava semplicemente soddisfare i bisogni ele-mentari, come mantenere con i propri sforzi la fami-glia e al limite creare per i figli le condizioni per una vita migliore. Il successo era qualcosa a cui pochi pensavano. Da bambino ricordo una frase ricorren-te pronunciata con orgoglio da chi era avanti negli anni: «Io mi guadagno il pane quotidiano col sudore della fronte».

Il boom economico degli anni Sessanta ha ridi-segnato questi obiettivi e ci ha messi nelle condizioni di cercare quel qualcosa in più che molti esperti del settore chiamano «riconoscimento», «realizzazione di sé», in parole povere «successo».

Siamo quindi spesso alla ricerca di sfide ritenute via via necessarie al fine di raggiungere quella
condizione interiore di appagamento e gratificazione che ci rende persone soddisfatte, e quindi felici.


LA FINE DI UN CICLO: E ORA?

Naturalmente non ho alcun pregiudizio nei con-fronti di chi prende decisioni e agisce in modo co-stante per raggiungere obiettivi ambiziosi. Tuttavia, in questi anni, in qualità di formatore e coach, ho potuto verificare come tale approccio alla realizzazione di sé e al successo in molti casi non soddisfi le aspettative iniziali delle persone.

In più occasioni mi sono trovato di fronte a interlocutori che, pur avendo raggiunto risultati professionali significativi, riconosciuti socialmente e in molti casi invidiabili, si dichiaravano delusi rispetto a quanto avevano sperato di ottenere al termine del percorso intrapreso.

«Come mai non sono soddisfatto come mi sarei aspettato? Eppure ho raggiunto ciò che desideravo, e mi è costato parecchi sforzi!» è la domanda che ho sentito più volte.

Negli ultimi anni, poi, in seguito a una crisi «sistemica», ognuno ha sentito venir meno il supporto dell'ambiente esterno, inteso non solo in quanto produttivo ed economico, ma anche come sistema condiviso di valori, vale a dire, «in crescita».

L'impressione generale è che si sia chiuso un ciclo e ne sia iniziato un altro molto diverso dal primo, dai contorni sfumati, tutti da scoprire e proprio per questo preoccupante.

Eppure sappiamo che i cicli scandiscono la nostra esistenza, pensiamo a quelli della natura. L'anno scorso un'amica monaca, durante una conversazione, mi ha ribadito un concetto che ho immediatamente fatto mio: «In natura non esiste un solo essere vivente che cresca per sempre». Le stagioni, la natura, gli animali, tutto nasce, cresce, si trasforma e poi muore, per lasciare spazio a una nuova vita.


CAMBIARE LOGICA: DIVENTARE ESPLORATORI DI SE STESSI

Negli ultimi dieci anni ho lavorato a fianco delle persone per aiutarle a definire obiettivi e a ideare pro-getti e strategie d'azione per raggiungerli; sono con-vinto della positività del mio lavoro, ma non voglio dimenticare quanto ho appreso da mio nonno, che di mestiere faceva il contadino. Nei suoi sogni c'era l'autunno coi suoi frutti, nella sua testa la conoscenza della terra e delle tecniche più o meno rudimentali di coltivazione, nelle sue braccia la volontà e l'impegno, ma nel suo cuore prima di tutto la speranza. Nella vita, infatti, non si può controllare tutto: non è colpa del contadino se arrivano gelo, siccità o grandine, o se nonostante gli sforzi un anno il raccolto è al di sotto delle aspettative.

In altri termini, è importante coltivare nella vita un sogno più grande di noi e perseguirlo con determinazione, ma non è meno importante conoscere chi siamo veramente e quali sono le nostre attitudini naturali e le nostre effettive potenzialità.

I precedenti modelli sociali ed educativi ci han-no invece indotti a concentrarci su obiettivi e risultati in nome del «dover necessariamente fare qualcosa» per «essere qualcuno».

Forse oggi è venuto il momento di abbandonare questa logica e di imparare a dare il meglio di noi stessi partendo da ciò che siamo. Dobbiamo cioè semplicemente imparare a spenderci in pienezza e per riuscirci possiamo cambiare la chiave di lettura della nostra vita, senza porci limiti di età.

Questo nuovo modo di vedere le cose ci dà la possibilità di cambiare la prospettiva della nostra vita fin da subito.
Ognuno di noi può diventare esploratore di se stesso, per scoprire la vera natura del proprio talento: un dono da coltivare con cura e tenerezza nelle diver-se stagioni della vita, dentro e fuori il lavoro.

PERCHÉ UNA FAVOLA

Come formatore impegnato professionalmente a sostenere e a guidare le persone ad avviare un cambiamento nel proprio lavoro e non solo, ho scelto di esprimermi attraverso una favola.

Le favole sanno parlare con lo stesso linguaggio a persone di tutte le età, e hanno il merito non secondario di non essere prescrittive: non ci dico-no, cioè, «come si fa una cosa», bensì ci trasmetto-no idee e suggestioni, possono accenderci una luce dentro lasciando spazio all'immaginazione, e nello stesso tempo ci permettono di calare il messaggio nella nostra vita.

Spero che la lettura delle avventure di Lara la Rana e delle sue compagne, alle prese con i problemi che colpiscono lo stagno in cui vivono, possa offrirvi numerosi spunti per riflettere sul modo in cui maneggiate ogni giorno il vostro talento e quello delle persone che vi sono vicine.

Le pagine bianche che trovate in fondo, accanto ai pensieri di Lara, sono tutte per voi: vogliono essere uno spazio libero perché possiate appuntarvi momenti della vostra storia personale su cui forse non avete riflettuto abbastanza, spunti operativi o nuove «mosse» da compiere per scoprire chi siete e come sarete in grado di rendere migliore la vostra esistenza spendendo bene i vostri talenti.


Cristiano Ghibaudo

 

Tags:
librotalentocristiano ghibaudo
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