Gli appassionati di ogni età si ritrovano per sfide e tornei gratuiti, in un’atmosfera che unisce competizione, nostalgia e socialità.
E’ il Subbuteo Museum, che richiama collezionisti e giocatori provenienti da diversi quartieri di Roma. A dare vita a questo microcosmo è Franco Esposito, conosciuto da tutti come Francao. Da circa vent’anni gestisce il bar insieme a Clara, ma la sua passione per il Subbuteo risale all’adolescenza.
Rimasta a lungo in secondo piano, quella passione è tornata protagonista proprio tra le mura del locale. Nel tempo, il bar si è arricchito di memorabilia, miniature, accessori e ricordi legati alla storia del gioco, trasformandosi in un vero e proprio museo informale del Subbuteo.

Tornei aperti a tutti
Per partecipare non è necessario essere clienti del bar. Gli incontri del sabato sono aperti a tutti e completamente gratuiti: dai più piccoli agli adulti, fino ai collezionisti e ai giocatori più esperti.
Le partite diventano così il punto di partenza per uno scambio tra generazioni diverse, accomunate dalla stessa passione. Non servono particolari requisiti, né un’età precisa: basta la voglia di giocare, osservare o riscoprire un passatempo che continua a mantenere intatto il proprio fascino.
Un luogo di socialità
Il Subbuteo Museum di San Giovanni rappresenta un esempio di come un semplice bar possa trasformarsi in uno spazio di aggregazione autentica. Un luogo capace di riportare le persone in strada, favorire nuovi incontri e creare un ponte tra memoria e presente.
Tra un tiro di dito e una partita sul campo verde, il gioco diventa così molto più di un passatempo: è un linguaggio comune, capace di riunire bambini, adulti e appassionati sotto lo stesso tetto.

La storia del Subbuteo
Il Subbuteo è un gioco da tavolo che riproduce una partita di calcio in miniatura. I giocatori, fissati su piccole basi, vengono spinti con il dito per colpire la pallina e indirizzarla verso la porta avversaria. Nato nel Regno Unito nel secondo dopoguerra, è diventato uno dei giochi più amati da intere generazioni di appassionati di calcio. L’ideatore del Subbuteo fu Peter Adolph, ex militare della Royal Air Force, appassionato di calcio e di ornitologia. L’idea nacque nella seconda metà degli anni Quaranta, nella località inglese di Langton Green, vicino a Tunbridge Wells. Adolph si ispirò a un precedente gioco di calcio da tavolo, il New Footy, sviluppato negli anni Venti. Il suo obiettivo era creare un gioco più realistico e stabile, nel quale le pedine potessero essere mosse con precisione senza cadere facilmente.
Dal brevetto alla vendita
Il progetto fu presentato per la prima volta nel 1946, quando comparve una pubblicità sulla rivista britannica The Boy’s Own Paper. Nello stesso anno Adolph depositò la domanda di brevetto. Inizialmente pensò di chiamare il gioco “The Hobby”, ma il nome risultava troppo generico. Scelse quindi “Subbuteo”, ispirandosi al nome scientifico del falco lodolaio, Falco subbuteo. Il gioco arrivò sul mercato nel marzo del 1947. Le prime confezioni erano molto semplici: comprendevano porte realizzate con filo metallico e reti di carta, una pallina, il campo da tracciare con il gesso e sagome piatte di cartone montate su basi improvvisate, spesso ricavate da bottoni appesantiti con rondelle di piombo. Queste prime miniature sono oggi particolarmente ricercate dai collezionisti.
L’evoluzione delle miniature
Negli anni Sessanta il gioco cambiò aspetto. Nel 1961 furono introdotte figure tridimensionali in plastica, dipinte a mano, che sostituirono progressivamente le sagome piatte. Dopo diverse modifiche, queste pedine si trasformarono nei celebri giocatori “heavyweight”, diventati uno dei simboli del Subbuteo classico. Le squadre riproducevano club e nazionali di tutto il mondo. Le divise, spesso dipinte artigianalmente, contribuirono a trasformare il gioco in un vero oggetto da collezione. Nel tempo furono prodotti anche stadi, tribune, tabelloni, arbitri, panchine e numerosi accessori per rendere il campo sempre più realistico.

Dal gioco al calcio da tavolo
Il Subbuteo non è rimasto soltanto un passatempo domestico. A partire dagli anni Settanta e Ottanta si sono sviluppati club, tornei e competizioni internazionali. Le partite hanno regole precise e richiedono tecnica, rapidità, controllo della pallina e capacità di costruire azioni di gioco. Il gesto fondamentale consiste nel colpire con l’unghia la base della miniatura, facendola scivolare sul panno per raggiungere la palla. In questo modo il calcio da tavolo riproduce, in scala ridotta, passaggi, tiri, dribbling e azioni d’attacco.
Un gioco ancora attuale
Negli anni Novanta i diritti del Subbuteo furono acquistati da Hasbro, ma il gioco ha continuato a vivere soprattutto grazie ai collezionisti, ai club e agli appassionati. Il suo fascino non dipende soltanto dalla nostalgia. Il Subbuteo unisce manualità, strategia e cultura calcistica, offrendo un’esperienza condivisa lontana dagli schermi. È questa la ragione per cui ancora oggi viene riscoperto da bambini, adulti e collezionisti: una partita può diventare contemporaneamente gioco, competizione e racconto della storia del calcio

