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Costume
Divorzi, "quanti soldi sprecati. E nessuna certezza dei diritti"

Di Maria Carla Rota
@MariaCarlaRota

 

"Chi si separa oggi in Italia non ha certezza dei diritti, questo è il dramma. Troppa discrezionalità resta in mano ai giudici. Apprezziamo le nuove leggi fatte dal governo quest'anno, da quella che ha reso i figli tutti uguali a quella sul divorzio fai-da-te, ma restano tante incongruenze e difficoltà di applicazione. Gli avvocati non sanno bene come comportarsi". Così commenta il "2014 di separati e divorziati" Gianluigi Lussana, da 15 anni impegnato in questo campo, già fondatore e presidente nazionale dell'Associazione Mamme Papà Separati Italia, con varie sedi in tutta Italia.

Sono tre le azioni che andrebbero messe in campo per migliorare la situazione degli oltre 8 milioni di separati che vivono in Italia, senza contare le coppie di fatto che si sono divise lontano dai tribunali. "La legge 54/2006, per come viene applicata, non dà la certezza ai genitori su quanto e quando vedranno i loro figli, c'è troppa discrezionalità legata ai giudici - ribadisce Lussana -. Innanzitutto, quindi,vanno assicurati tempi paritetici a entrambi gli ex coniugi. Da questo diritto discende anche la seconda azione che va messa assolutamente in campo: il mantenimento diretto dei figli da parte di ogni genitore". Nella pratica significa che, se ogni bambino vede mamma e papà per la stessa quantità di tempo, viene meno il bisogno di un assegno di mantenimento da parte di uno dei due ex coniugi all'altro. Questo, ovviamente, salvo situazioni difficili. 

La terza azione a sostegno delle famiglie separate dovrebbe avvenire in campo economico da parte delle istituzioni. "Spesso i figli vengono sottratti ai genitori e messi nelle case famiglia non solo di fronte a situazioni di violenza o a gravi problemi familiari, ma spesso anche quando ci sono solo difficoltà economiche. Basterebbe dare un assegno mensile per aiutare questi genitori a uscire dalla soglia di povertà. Anche perché le case famiglia sono un controsenso e uno spreco di soldi per lo Stato: il mantenimento di un bambino costa dai 2-3mila euro ai 5-6mila euro. Ai genitori basterebbe un assegno di mille euro al mese per salvare la situazione".

Esempi virtuosi da questo punto di vista? "La Lombardia, parzialmente. E' previsto un assegno da 400 euro al mese per sei mesi a chi si è separato da meno di tre anni e ha un reddito inferiore ai 12mila euro lordi. Ma è comunque un palliativo sotto diversi punti di vista. Bisognerebbe prevedere un sostegno per almeno 12 mesi e non limiatrlo inoltre a chi si è separato da meno di tre anni. Anche 4-5 anni dopo l'addio può esserci ancora bisogno di sostegno. Inoltre, 12mila euro lordi è una soglia troppo bassa. Un genitore che prende 1.300-1.400 euro al mese è comunque in grossa difficoltà economica se deve pagare un assegno di mantenimento all'ex e prendersi in affitto una nuova casa".

Per rappresentare in politica le istanze dei genitori separati, le cui istanze potrebbero valere il 3% secondo Alessandro Amadori, numero uno di Coesis Research, ma non solo, Lussana scenderà in campo con il MOFI, Movimento Famiglie Italiane: "Siamo pronti anche per le elezioni al Comune di Roma, se ci dovessero essere. Vogliamo sostenere le famiglie dei separati, ma anche chi ha figli diabili. Insieme a noi ci sono molti ex dipendenti delle Forze Armate ora in pensione, che ci daranno una mano". 

 

 

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